Archivio

Archive for Settembre 2008

10 anni fa scrivevano….

Mi colpisce sempre in modo in cui gli intellettuali di un certo spessore non solo sono in grado di capire con minimo dieci anni d’anticipo in che direzione va il mondo. Seneca ne parlava un paio di millenni fa nel De brevitate vitae mettendo in evidenza come il sapiente fosse in grado di vivere in una dimensione capace di andare al di là delle categorie spazio temporale. Un tizio che si occupa proprio di studiare le dimensioni spaziotemporali non al Cern di Ginevra, ma nella vita quotidiana di ognuno di noi in particolare di come spazio e tempo si distorcano grazie all’utilizzo dei mezzi di comunicazione di massa e di come le persone interagiscano con questi. Ma la cosa che mi colpisce di più è che il tizio in questione, John B. Thoompson, nel suo Mezzi di comunicazione e modernità, oltre ai discorsi sullo spazio e del tempo, si occupa della ricezione dei prodotti della comunicazione di massa in termini di attività, non di passività. Quando guardiamo la TV, noi reagiamo e, in qualche modo, interagiamo con i contenuti che ci vengono trasmessi e li rielaboriamo a seconda del nostro costrutto culturale. Interagire con i luoghi della produzione, con chi ha creato quei contenuti è un altro paio di maniche. In un paragrafetto del Capitolo III, Thompson non esclude una maggiore interazione tra mezzi di comunicazione di massa e comincia a parlare di Internet come un luogo dove si può cominciare ad instaurare un certo tipo di conversazione. Ebbene, è quello che stiamo sviluppando noi utenti del C.D. nuovo web è proprio un tipo di interazione molto sofisticato che, grazie alla tecnologia, permette di stabilire conversazioni sempre più complesse e intrecciate. Il concetto stesso di conversazione nel mondo della comunicazione rappresenta un passo in avanti sostanziale. Il fatto che persone come Thompson avessero capito questo già nel 1995, quando Microsoft cominciò a mettere Internet Explorer sul suo Sistema Operativo, significa che, effettivamente, qualcosa si stava muovendo in questo senso e, per questo, è giusto prendere Mezzi di comunicazione e modernità molto, molto seriamente. Ora sono arrivato solo al III Capitolo, quando avrò finito, vi saprò dire di più.

Lunedì sera sulla Firenze-Mare

Nel corso degli anni ho imparato ad apprezzare quel misto di esaltazione per la velocità e senso di malinconia che suscita percorrere un tratto di autostrada la notte. I riflessi dei fari sui cartelli ai lati della carreggiata, l’anello luminoso che precede le auto mentre si attraversano le gallerie per poi tornare sotto il cielo stellato e vedere sciami di luci arancioni accompagnare una strada più stretta delle altre diretta verso una stazione di servizio o verso il casello. Ho imparato ad apprezzare tutto questo perchè viaggiare è una specie di esperienza mistica nela quale si ritrova se stessi. L’autostrada lo è ancora di più, perchè pensare a tutte le persone che la percorrono e pensare alle mete che devono raggiungere ti fa sentire isolato, chiuso nella tua scatoletta di metallo a motore. Mentre il pensiero di una meta, di un luogo da raggiungere per poi riposare rinfranca lo spirito. Pensare a se stessi. Eh sì, non è che si possa chiacchierare sempre in macchina. Magari, il guidatore si incazza e ci scarica tutti alla prima area di sosta, dove camionisti dormono nei loro mostri. Però, andando avanti chilometro dopo chilometro si scopre qualcos di noi, qualcosa che per ognuno è diverso, ma nel profondo, è uguale per tutti. SI prova a farsi domande, così per ammazzare la noia. Poi, ci si ritrova a pensare al senso della vita, alle occasioni perse sapendo che un’altra così capitera ancora. Si va avanti, verso il casello. Si torna in città, l’incanto è finito. CInque minuti e siamo a casa. Buonanotte, mondo.

Ho visto l’I-Phone, prima del Malaspada, leggendo Tolstoj

L’ho visto davvero, ieri, nelle mani di un mio amico. E, che dire? Non mi sono emozionato. A me è sembrato un touchscreen con qualche cosa figa, ma niente di più. Insomma, il mio LG da 80€ le videochiamate le fa, il cellulare della mela no. A parte queste che sono questioni tipo “invidia del pene” sono orgoglione di annunciarvi che il prossimo numero della rivista “Il nuovo Malaspada” dovrebbe essere disponibile su queste pagine entro un paio di settimante. Ora, sono strafelice di tutto questo perchè il mio articolo ha riscosso il consenso di persone il cui senso critico stimo essere maggiore del mio. Ma sono orgoglione per un sacco di altri motivi che vi farò presenti quando presenterò il prossimo numero che andrà in stampa grazie alla sempiterna pazienza del nostro Boss Marco de Leo che sta faticosamente prendendosi cura di tutto, mentre io perdo tempo arrivando quasi alla fine del primo tomo di Guerra e Pace e, che dire, è magnifico! C’è tutto! Dal sesso ai flussi di coscienza alla guerra, Dio, quanto vorrei sapere il russo. Dio quanto vorrei avere qualcosa di “serio” da fare, visto che mi sono imparato a memoria le prime due lezioni due di Sociologia della Comunicazione. Uffa, quanto odio essere un secchione. Non sopporto di essere in questo interregno dove la vacanza non è vacanza e dove l’Università non è Università. Uffa.

La trappola

Epifani è seriamente convinto di non essere caduto in trappola. Beato lui! Io credo proprio di sì. Stretto tra il martello di una trattativa con Air France e l’incudine del fallimento, la CIGL è stata schiacciata. Con quale credibilità, ora, tratterà con la Confindustria? E chi se ne importa se non è andata proprio così. Ormai, il risultato è questo. Epifani lo sa e tenta di smarcarsi. Il Pdl lo sa e sparerà a zero sulla CIGL, il Pd si ritrova in una situazione simile a quando Cofferati sembrava la speranza per il Centrosinistra. Sappiamo tutti come è andata a finire. Solo che ora il mondo sindacale tutto esce a pezzi. CISL e UIL rimpiangono i piani di Spinetta, ma il latte è oramai versato. Fallimento, parola chiave di questi mesi. Si è trattato di questo. La politica ha fallito. Sacconi può continuare a chiedere alla CIGL di ripensarci. Di qui non si torna indietro. Tuttavia, è facile sparare a zero sui sindacati. Guardiamo la politica: troppa e ovunque, parassita senza scrupoli. Si è fatto campagna elettorale su Alitalia, si è messa insieme una cordata che, guardacaso, aveva dentro AirOne ed eccoci qui a piangere la nostra Compagnia di Bandiera. Il Pd si è già scatenato. Alzo zero e sparare. Non può fare altro, peccato.

PS: è molto mainstream, ma pazienza. Purtroppo non abbiamo noi blogger il diritto di dettarci un’agenda.

Sclero di inizio Anno Accademico

Sono incazzato come una Jena. Non ce l’ho con qualcuno in particolare con cui mi sia innervosito. Ma avevo voglia di sfogarmi un po’ così. Oggi è il mio secondo giorno di lezioni universitarie. Per le prossime settimane dovrò rimanere qui a Firenze a fare sostanzialmente nulla. Vorresi sapere chi diavolo è quel —– che ha fatto gli orari così.  Orari resi noti solo una settimana prima dell’inizio delle lezioni con una Facoltà che chiede pietà. Ora, non è per fare il solito studente rompipalle, ma sono in regola con gli esami, ho una media decente e devo stare qui a rileggere per la quaranticinquesima volta la lezione di ieri. (anche quella due ore). Una sola cosa mi consola in maniera decisiva: domani è Venerdì ed è finita. Tra l’altro, oggi chiudiamo il Malaspada, la rivista scientifica universitaria nella quale sono coinvolto. Spero di deliziarvi con il mio articolo o con qualcosa di più.