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Archive for Novembre 2008

Viva la muerte!!

Questa mattina è stato presentato presso il Consiglio Regionale della Toscana uno studio di Maurizio Boldrini e Carlo Sorrentino sullo status della professione giornalistica nel nostro paese. Il rapporto si è rivelaro preoccupante per almeno un paio di aspetto: il primo, è che il mercato del lavoro è precario: il 50% dei giornali viene scritto da professionisti atipici e che, soprattutto se sei giovane e donna, le tue condizioni di lavoro diventano assolutamente precarie. Per fortuna ci si è occupati solo di carta stampata. Queste due linee di tendenza, sottolineate dai presenti, in particolare,  dal Prof. Mosconi dell’Università di Parma mostrano grandi analogie con il resto del mercato del lavoro che si regge sul precariato e sullo sfruttamento del lavoro femminile. Tuttavia, la cosa paradossale è che nessuno sembra fare niente, sosteneva Boldrini, in quanto Ordine, Federazione Nazionale della Stampa e editori sono vecchi e rispondono a logiche d’altri tempi. La risposta di Natale, presidente dell’FNSI, è stata che il sindacato si sta ponendo il problema del precariato ed è per questo che il Contratto Nazionale non viene rinnovato dando la notizia che entro il 2013 l’Ordine tenterà di riformarsi. Meno interessanti gli interventi di Sieni e Luccesi, rispettivamente presidenti dell’Associazione Stampa Toscana e dell’Ordine dei Giornalisti della Toscana i quali hanno parlato della necessità di riformare l’ordine e di un nuovo rapporto con l’editoria.

In sostanza, la soluzione sembra senza sbocco. Non si riesce a capire che debba riformare cosa. La politica latita, gli editori spedroneggiano anche se non hanno quasi più soldi per pagare gli stipendi mentre sta arrivando una crisi economica che rischia di travolgere tutto, editoria inclusa. Io ricorderò sempre quando, in un colloquio con una senatrice del Pd durante la scorsa campagna elettorale ad una domanda precisa sulla riforma dell’Ordine dei Giornalisti mi fu risposto con “I giornalisti sono la vera casta”. Io non sono la casta, i miei compagni di corso non sono la casta in quando, quando entreremo nel mercato del lavoro saremo pagati intorno si 3€ ad articolo e costretti alla prostituzione professionale. Al di là dei discorsi sull’INPGI 2 che lasciano un po’ il tempo che trovano (non è questo il vero problema) qui si tratta di cambiare un sistema che non funziona e che rischia di condannare un sacco di giovani ad un precariato a vita indecoroso e insostenibile.

Il caso Antonini

Novembre 20, 2008 Francesco Piccinelli 2 commenti

Guido Antonini Wilson è un imprenditore venezuelano di origine italiana, pietra di uno scandalo internazionale che coinvolge Stati Uniti, Venezuela, Argentina e Uruguay. La sua storia è una tra le più interessanti degli ultimi anni e sembra essere film di spionaggio dalla trama complessa e intricata. Nell’Agosto 2007 antonini atterra a Buenos Aires con una valigetta. La dogana scopre che dentro la valigetta ci sono quasi $800.000 destinati a sostenere la campagna elettorale della Presidente Kichner. Antonini ha lavorato per l’azienda petrolifera venezuelana ed era in rapporti con Chavez. Comunque, il fatto che abbia nascosto alla dogana una cifra del genere fa sì che venga trattenuto dalle autorità argentine. L’FBI si accorge che i soldi di Antonini che viene preso e portato negli USA. Il Governo venezuelano si infuria e manda tre suoi suoi agenti più un uruguayano a MIami per portarlo a casa. QUesti vengono scoperti e arrestati con la scusa di aver evaso le tasse negli Stati Uniti. In pratica, Antonini è lì ad aspettare il suo destino tra l’imbarazzo del governo argentino che è stato costretto a rinunciare a $800.000 ed è stato umiliato dalla limitazione di sovranità imposta dagli Stati Uniti, vulnus cui cerca di porre rimedio chiedendo un giorno sì e l’altro pure l’estradizione su proprio territorio. Questa richiesta è una buffonata in quanto Antonini è stato visto alla Casa Rosada, la residenza presidenziale argentina, una settimana prima dello scandalo. Insomma, abbiamo una rendition, un po’ di soldi sporchi e qualche governo che non gioca molto pulito. La faccenda è in stallo da più di un anno, solo che sta iniziando il processo negli Stati Uniti che avrebbero, tra l’altro, tentato di corrompere una testimone, l’agente della dogana che ha arrestato Antonini, offrendole la cittadinanza americana. La faccenda ci fa riflettere sulla Balance of Power sudamericana in quanto laggiù ogni stato sembra in grado di influenzare la vita di un altro e dove alcuni stati sembrano fondati sulla droga e su infiltrazioni mafiose. Per fare un esempio di quello che è successo, è come se un emissario del nostro Governo avesse mandato dei soldi al Partito di Sarcozy per sostenere la sua campagna elettorale e la Germania avesse scoperto che gli illeciti da cui provenivano i soldi fossero stati commessi anche sul suo territorio e si fosse comportata di conseguenza. Cosa ce ne frega a noi italiani? Ci interessa in quanto ci mette in guardia da personaggi come Chavez e ci fa capire che in aree del mondo dove la legittimazione dello stato è molto bassa (basti pensare alle rivolte che sta scatenando la nazionalizzazione del sistema pensionistico in Argentina) lo stato stesso non sia in grado di mantenere intatta la propria sovranità.

Se il Postamat è lento…

Nel mio corso di Comunicazione pubblica ci insegnano che uno dei casi di marketing pubblico migliori è quello delle Poste Italiane anche se, in questi giorni, ho il sospetto che il marketing delle poste non sia poi così buono. Nel senso che ieri sono andato al Postamat di Massa Marittima e lo sportello automatico si è pappato la mia carta. Ho aspettato un pochino davanti allo schermo che continuava a chiedermi di inserire la mia carta. Ma, cazzarola, io l’avevo inserita. Invece, niente. Il Postamat sembrava deceduto. Torno a casa e

  1. Litigo con la mia ragazza in quanto oggi non l’avrei potuta incontrare a Pisa per colpa di quella merda di Postamat
  2. Somatizzo
  3. Mi ritrovo con € 8 nel portafogli

Questa mattina vado alla Posta e trovo niente di meno che un’impiegata che mi dice che un signora ha riportato la mia carta e che il Postamat è lento. Il Postamat è lento? Bisogna aspettare. Cosa facciamo, mettiamo i tornelli anche al Postamat?! La morale della faccenda è questa: nella PA anche i computer non hanno voglia di lavorare. No, ma non è colpa del Postamat: la colpa è della linea. Il server era in Pausa Pranzo, quindi è normale che la macchina non funzionasse. Ma io dovevo prendere un treno… Ah cazzi sua, sembra dire l’impiegata incapace di capire che io voglio che uno sportello automatico funzioni automaticamente, cioè’, subito. Per cui, vaffanculo al marketing! Basta un cartello scritto a mano con scritto “Fuori servizio” o, tuttalpiù, “Aut of Order”. L’inglese sarà un po’ sgrammaticato, ma chi se ne frega. Diteci che il Postamat è rotto e vaffanculo. Siamo contenti tutti, no?

Sognando matrix

Premesso che 1. non ho voglia di studiare 2. il mio cervello sta rallentando 3. Ho perso 2000 posizioni sulla classifica di wikio ho deciso che dovevo scrivere qualcosa. Sulla mia carriera universitaria, ad esempio, che sta rallentando non tanto per colpa mia quanto per cause endogene. In pratica, devo studiare una dozzina (O_o!!) di libri entro dicembre e non so più cosa fare. D’accordo che un paio sono una puttanata, ma gli altri circa dieci sono o pallosi o difficilli. La soluzione ideale sarebbe bruciarli tutti insieme all’autore, ammesso sia ancora in vita: Wittgenstein è morto da un po’ lasciandoci le sue mortifere Ricerche Filosofiche. Però, molti dei sociologi che sto affrontando sono ancora in salute e (risata saditca) credo che li studierò con disciplina e dedizione sperando che, un giorno, inventeranno strumenti alternativi per imparare tipo quella scena di Matrix dove Neo impara il Kung Fu standosene tranquillamente seduto in poltrona. Dove sono gli ingegneri quando servono? A capire come mai la Ferrari ha sbiellato in Ungheria? Pensate a cose serie!

La notte del 4

Novembre 2, 2008 Francesco Piccinelli 1 commento

Per quanto mi riguarda, il quattro Novembre posso dormire tranquillo. Secondo un gruppo di esperti che scrivono sul blog usaelectionpolls.com la corsa è finita. Se McCain non vincerà in Pennsylvania , dovrà conquistare gli altri stati incerti e, secondo i miei esperti, il veterano del Vietnam ha mollato in stati come, ad esempio, in Colorado. Zogby può dire quello che vuole. Quello che è vero è che Obama sta consolidando il suo vantaggio e a meno che McCain non recuperi in due giorni qualcosa tipo due punti al giorno. Ssarà possibile? Quanto influirà la zia clandestina di Obama? Non lo so. Il Time di due settimane fa riportava di un gruppo di americani medi consapevoli del fatto che la benzina costa $3 l’oncia e che la colpa, forse, è di Bush. Il malcontento tra questo gruppo di americani del Kansas mi ha stupito e  mi ha messo dell’idea che Obama  abbia già messo in banca i suoi soldi. E’ finita, forse e l’unica cosa che terrà viva la mia attenzione in questi giorni è il GP del Brasile. Buona notte a tutti.