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Archive for Febbraio 2009

Baricco, grazie di esistere!

Non so se avete letto della querelle che coinvolge Baricco e mezzo mondo della cultura italiana, ma a me fa sorridere che appena si parla di aprire ai privati, apriti cielo.
Se uno, in Italia, vuole fare soldi con la propria arte viene preso per scemo, pazzo o puttana. La verità è che i tre o quattro intellettuali di un certo peso che abbiamo non hanno capito che lo Stato non è una mucca da cui succhiare finanziamenti e che continuare a dare soldi a teatri, enti lirici e festival come facciamo ora è quasi accanimento terapeutico.
Perchè l’idea di Baricco di creare un mercato formandone gli utenti a partire dalle scuole è così invisa al mondo pseudointellettuale italiano? Forse, perchè la metà degli artisti italiani produce merda che ha bisogno dell’ignoranza per essere apprezzata

Pd, cantiere aperto

Il Pd ha perso ancora una volta. Da tesserato comincio a sentire una viva frustrazione per quello che accade. Secondo i dati ufficiali forniti dalla Regione Sardegna, Cappellacci ha vinto strappando oltre il 50% dei voto e ha mandato a casa un Soru, forse, lasciato troppo solo dal Paartito Democratico.

Il dato inquietante, per noi, è che se alle elezioni politiche si sa come abbiamo perso, in Sardegna i nove punti di distacco tra i due candidati non si spiegano cercando gli alleati che non si sono uniti alla coalizione. Qualcosa non torna: il governo sta facendo malissimo, eppure non riusciamo ad entrare nel cuore dell’elettorato.

Chiedersi perchè non è una pessima idea. Non possiamo continuare a rifugiarci nella retorica dell’italiano medio che non capisce la propria proposta.Io non credo che gli italiani medi siano idioti. Io credo che gli italiani abbiano bisogno di sicurezza e di qualcuno che gli dica che ci si può fare.

Berlusconi è questo e, nonostante noi democratici non lo capiamo e pensiamo che lui sia solo Mediaset. Il problema è che, quando vediamo che la busta paga non basta a finire il mese, non lo vediamo sul Tg5, bastano i nostri occhi. E, nonostante questo, Berlusconi è lì perchè dà una grande sicurezza a chi lo vota. E’, indubbiamente, un personaggio figo, non è un secchione alla D’Alema, e spacca in video.

Come metterlo in difficoltà? Usando Internet e tentando strategie comunicative più aggressive controllando il più possibile la visibilità delle lotte intestine del partito. I mezzi non sono un alibi: oggi sono accessibili a tutti. Ma, oltre alla comunicazione, servirebbe essere molto coerenti.

Un militante Pd pratese su Facebook metteva in discussione le primarie come metodo di selezione per la classe dirigente per il semplice fatto che a Prato ha vinto un outsider. Questo tipo di atteggiamenti andrebbero evitati: il Pd è nato con le primarie e, soprattutto, le primarie sono un modo per far partecipare le persone, dire loro che contano e di costruire un elettorato che non giudichi in base alle ideologie ma in base alle proprie necessità. A Firenze, ha vinto un cattolico e questo la dice lunga su cosa siano le primarie.

Cosa c’entrano le primarie con Soru?

In pratica nulla, in teoria tanto.  Per sostenere le Primarie a Firenze il Pd si è messo in discussione fino, quasi, a scomparire. Sono state primarie rumorose, difficili, ma il centrosinistra ora ha un candidato, il centrodestra no. Pd&soci possono fare già ora campagna, il PdL no e questo è un vantaggio.

Sostenere Soru con forza sarebbe costato non poco ma avrebbe permesso di tenere da qualche parte al partito anche  costo di mettere fuori gioco qualche leader influente. Non è un segreto che Soru potesse essere, prima di ieri, un potenziale leader del Pd. Tuttavia, il partito ha preferito farlo bruciare a fuoco lento, mentre Berlusconi e Cappellacci facevano una forte campagna elettorale.

La Leadership vale davvero un’eterna sconfitta?

No perchè se il Pd continua a essere costantemente ridimensionato, alla fine ci ritroveremo come i Popolari alla fine degli anni ‘90. La Sardegna poteva essere il punto di svolta, il luogo del riscatto. Invece, siamo qui, ancora una volta a leccarci le ferite.

Sto cominciando a stufarmi.

NB I collegamenti ipertestuali non ci sono in quanto i Pc dell’Università di Firenze sono gestiti da Topo Gigio. Scusate.

La Chiesa che vorrei

Febbraio 15, 2009 Francesco Piccinelli 2 commenti

Tornando dalla Messa di stamani, mi sono venute in mente due o tre cose che, da cattolico, mi convincono fino ad un certo punto.

NB, non parlo di teologia, ma di semplice amministrazione e atteggiamento della Chiesa nei confronti del mondo.

Punto 1:

sono rimasto shoccato dall’appello del sacerdote ad iscrivere i propri figli all’ora di religione nelle scuole pubbliche. A parte il fatto che non capisco fino in fondo la ratio dei Patti Lateranensi, unica fonte di diritto pattizia prevista nel nostro ordinamento. In particolare, non capisco perchè la Diocesi debba stabilire chi sia degno o meno di insegnare Religione nelle scuole pretendendo che l’insegnante venga pagato dai contribuenti. Non è questa una grave limitazione della sovranità italiana sul nostro territorio? Direi di sì. E poi, visto che a tanti cattolici, in primis il new comer Magdi Allam, sta tanto a cuore il tema dell’invasione musulmana nel  nostro territorio, non sarebbe forse più produttivo insegnare storia delle religioni a 360 gradi?

Punto 2

Quando la smetteremo noi cattolici di essere i censori dell’umanità? Non è una questione da poco. Da credente, sono stanco che i miei Vescovi spendano soldi (e tempo) a pontificare, lasciando, però, in una profonda solitudine molte delle persone che avrebbero bisogno di aiuto, di assistenza e, in generale, di conforto. Per la serie, a pontificare siamo capaci tutti, ma stare nella società, ascoltarla e capire come intervenire non si scopre stando nella Curia o nelle canoniche. Il modo in cui la Chiesa italiana si è comportata negli ultimi anni, dalla discussione sui Pacs a quella sul Testamento Biologico, non è stato un esempio di apertura e di comprensione di quello che accade nella società che vive e tenta di dare un ordine ad una vita che, col progresso della tecnica e dei mezzi di comunicazione, diventa sempre più complessa e difficile da gestire a un punto tale che anche il momento della morte è problematico da individuare. I casi di Welby e di Eluana sono esemplari.

Allora?

Allora, una soluzione ai problemi della Chiesa potrebbe essere un’apertura al laicato. I laici cattolici, quelli che non indossano il talare, sono coloro i quali forniscono la maggior parte delle risorse economiche mentre la nostra possibilità di intervenire nelle decisioni che contano è pari a zero. Non sono sicuro che sia così giusto dal momento che il laicato cattolico è composto da persone colte, da teologi e da individui dotati di individualità forti e di pensieri autonomi che, alle gerarchie, non sono sicuro piacciano.

Eluana: quando la politica latita

Da cattolico credo due cose:

  1. Sulla faccenda Englaro deve decidere la famiglia (come ha detto Andreotti, noto filosovietico senza Dio)
  2. Sulla faccenda Englaro si sta discutendo di tutto meno che di bioetica

Sul punto 1, credo non si finirà mai di discutere. Sul punto 2, invece, bisogna darsi tutti una regolata. Qualche caprone pensa ancora si tratti di questo. Quando Silvio chiama, i fedelissimo rispondono.

Oggi, si discute il famoso Disegno di Legge scritto nella contingenza del momento e in un momento in cui Berlusconi non è che sia stato troppo presente negli affari romani e ha scelto un entrata scenografica a gamba tesa nei confronti di un dibattito che si stava sviluppando in maniera accesa, ma serena.

Sull’attentato ai tre poteri si è scritto l’ira di Dio, in questi giorni, e non voglio aggiungere niente. Fatto sta che il legislatore, come sempre si sveglia cadendo dalle nuvole e facendo finta che problemi esistenti e manifesti nella società non ci siano.

Così vale per il testamento biologico, così vale per altre questioni  come, ad esempio, la libertà di stampa e l’assetto di Internet. Si potrebbe andare avanti all’infinito cercando le latitanze della politica nei confronti delle grandi questioni che il Paese deve affrontare. Tuttavia, non possiamo aspettarci governo e parlamento agiscano in tempo.

Classifica wikio nuova…

Il mio blog è intorno alla 10-11000 posizione e, ok, non è buona ma non fa così schifo. La cosa che mi colpisce è la classifica di Reporter diffuso, il blog di SkyTg24 che è il blog più influente nel nostro Paese.

Niente da dire: a Sky sono molto bravi. Tuttavia questo evidenzia quella che è la mia fissazione: senza professionalità, le idee valgono ben poco…