Il Pd ha perso ancora una volta. Da tesserato comincio a sentire una viva frustrazione per quello che accade. Secondo i dati ufficiali forniti dalla Regione Sardegna, Cappellacci ha vinto strappando oltre il 50% dei voto e ha mandato a casa un Soru, forse, lasciato troppo solo dal Paartito Democratico.
Il dato inquietante, per noi, è che se alle elezioni politiche si sa come abbiamo perso, in Sardegna i nove punti di distacco tra i due candidati non si spiegano cercando gli alleati che non si sono uniti alla coalizione. Qualcosa non torna: il governo sta facendo malissimo, eppure non riusciamo ad entrare nel cuore dell’elettorato.
Chiedersi perchè non è una pessima idea. Non possiamo continuare a rifugiarci nella retorica dell’italiano medio che non capisce la propria proposta.Io non credo che gli italiani medi siano idioti. Io credo che gli italiani abbiano bisogno di sicurezza e di qualcuno che gli dica che ci si può fare.
Berlusconi è questo e, nonostante noi democratici non lo capiamo e pensiamo che lui sia solo Mediaset. Il problema è che, quando vediamo che la busta paga non basta a finire il mese, non lo vediamo sul Tg5, bastano i nostri occhi. E, nonostante questo, Berlusconi è lì perchè dà una grande sicurezza a chi lo vota. E’, indubbiamente, un personaggio figo, non è un secchione alla D’Alema, e spacca in video.
Come metterlo in difficoltà? Usando Internet e tentando strategie comunicative più aggressive controllando il più possibile la visibilità delle lotte intestine del partito. I mezzi non sono un alibi: oggi sono accessibili a tutti. Ma, oltre alla comunicazione, servirebbe essere molto coerenti.
Un militante Pd pratese su Facebook metteva in discussione le primarie come metodo di selezione per la classe dirigente per il semplice fatto che a Prato ha vinto un outsider. Questo tipo di atteggiamenti andrebbero evitati: il Pd è nato con le primarie e, soprattutto, le primarie sono un modo per far partecipare le persone, dire loro che contano e di costruire un elettorato che non giudichi in base alle ideologie ma in base alle proprie necessità. A Firenze, ha vinto un cattolico e questo la dice lunga su cosa siano le primarie.
Cosa c’entrano le primarie con Soru?
In pratica nulla, in teoria tanto. Per sostenere le Primarie a Firenze il Pd si è messo in discussione fino, quasi, a scomparire. Sono state primarie rumorose, difficili, ma il centrosinistra ora ha un candidato, il centrodestra no. Pd&soci possono fare già ora campagna, il PdL no e questo è un vantaggio.
Sostenere Soru con forza sarebbe costato non poco ma avrebbe permesso di tenere da qualche parte al partito anche costo di mettere fuori gioco qualche leader influente. Non è un segreto che Soru potesse essere, prima di ieri, un potenziale leader del Pd. Tuttavia, il partito ha preferito farlo bruciare a fuoco lento, mentre Berlusconi e Cappellacci facevano una forte campagna elettorale.
La Leadership vale davvero un’eterna sconfitta?
No perchè se il Pd continua a essere costantemente ridimensionato, alla fine ci ritroveremo come i Popolari alla fine degli anni ‘90. La Sardegna poteva essere il punto di svolta, il luogo del riscatto. Invece, siamo qui, ancora una volta a leccarci le ferite.
Sto cominciando a stufarmi.
NB I collegamenti ipertestuali non ci sono in quanto i Pc dell’Università di Firenze sono gestiti da Topo Gigio. Scusate.