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Archive for Marzo 2009

Raiset: perchè no

RaiSet è bene che non esista perchè significherebbe il definitivo fallimento di un’idea di Tv di Servizio Pubblico nel Paese. Non è possibile ricorrere all’azienda di Viale Mazzini tutte le volte che si deve salvare il mercato editoriale italiano. I più anziani sanno che dagli anni ‘70 la Sipra, la concessionaria Rai, ha sostenuto la carta stampata, per non parlare della Legge Mammì che ha preso atto del duopolio vigente fino a dicembre dello scorso anno.

Ora che il terzo polo c’è e un quarto poletto cresce, non vedo perchè Rai e Mediaset debbano mettersi a fare concorrenza a Murdoch per questioni di invidia del Pene. Sky è arrivata in Italia riscrivendo le regole, facendo buona Tv aiutata, tra l’altro da Mediaset anche se non direttamente in quanto Quo vadis baby è stata prodotta da Sky insieme a Colorado, casa di produzione vicina a Cologno Monzese a cui fa capo lo show Colorado cafè live.

Tra l’altro, su Internet si è molto parlato, tra 2007 e 2008, di un simulcasting tra Mediaset e Sky. La cosa, lì per lì, non mi tornava: due concorrenti per la Tv Narrowcasting che vanno d’amore e d’accordo? Tuttavia, se anche questo accordo c’è stato, non è andato come si aspettavano Confalonieri e tutta la sua catena di comando: Murdoch in Italia sta crescendo e non aspetta altro che mettere anche un piedino nel digitale terrestre nazionale.

La cosa che più fa sorridere, forse, della faccenda è che Sky ha beneficiato della stessa mancanza di regole che esiste nel mercato televisivo italiano. Se fosse esistita, forse gli australiani non si sarebbero pappati Stream e Tele + in un sol boccone e Berlusconi non avrebbe potuto tenere Rete 4 sull’analogico. Però qui si andrebbe a discutere di cose spaventose e che hanno le loro origini del ‘76. Meglio non entrare in questo ginepraio, rischiamo di farci del male.

Al di là di questo sconclusionatissimo resoconto storico, la vera domanda che mi frulla in testa è: perchè fare Raiset quando, forse, sarebbe meglio fare una legge antitrust nel settore RadioTv come esiste negli altri settori? La cosa non mi sembra particolarmente idiota, in quanto, con l’ingresso di Murdoch in Italia, il libero mercato comincia ad esistere e che lo switch off è imminente potrà dare linfa vitale ad un mercato stagnante per quasi vent’anni.

Di più, non è possibile che Mediaset, per aggiustare i propri errori aziendali come la guerra a Youtube, ricorra alla mano pubblica sotto forma di Rai. Il suo comportamento mi ricorda quello di due bambini che, ritratti in una vignetta, rompevano il loro porcellino, tanto ci avrebbe pensato la Federal Reserve a salvarli.

In effetti, la strategia web di Mediaset è stata molto poco spregiudicata: il servizio Rivideo è obsoleto: perchè pagare per quello che ho gratis con un videoregistratore o con una pennina Pc-Tv. Dovrò programmare il Pc o l’apparecchio sotto la tele ed ecco Rivideo fatto in casa. Tra l’altro, non si capisce come mai i grandi network americani abbiano cercato l’accordo con youtube, mentre Mediaset no.

In generale, ci sono tante cose che non tornano. La cosa migliore, però, sarebbe lasciar stare la Rai così com’è ed evitare di coinvolgerla in un’operazione dai dubbi orizzonti industriali e che rischia di costare ai contribuenti italiani (il Canone Rai è una tassa) un sacco di soldi.

Stando così le cose.

Non nascondo il senso di frustrazione che mi è venuto leggendo questo articolo dell’Universitarea riguardo le iniziative studentesche a Firenze. Il giornale, con cui mi onoro di collabare, scrive del concorso Lettera22 e di una serie di cose che non tornano intorno a questo conocorso.

Mentre aspetto il materiale sulla Sinistra Universitaria riguardo lo stesso argomento, il mio senso di frustrazione deriva dal fatto che scrivo con una pubblicazione molto vicina a Lista Aperta (Il Nuovo Malaspada) e che, di conseguenza, ho qualche amico proprio all’interno di Lista Aperta. Aggiungendo che ho dato loro il mio sostegno in vista delle prossime elezioni studentesche, il senso di frustrazione aumenta: cosa diavolo ho sostenuto?

Se fosse vero (e io credo di sì) quello che Gaetano Cervone ha scritto ieri, L’Universitarea sta tirando fuori uno scandalo non indifferente riguardo come vengono spesi soldi pubblici per le iniziative studentesche. Tuttavia, il fatto che sia stato depositato un rendiconto di un’iniziativa che non si è ancora svolta senza che nessuno si sia accorto di niente dà un po’ da pensare.

Stando così le cose, non sono neanche tanto sicuro che andrò a votare alle prossime elezioni per il Senato Accademico e per il Consiglio d’Amministrazione. Credo, tuttavia, che sceglierò di votare per L’Universitarea che, non potendo ottenere altrimenti una stanza, si è presentata alle elezioni. Anche questo dà da pensare.

Il Pd e il centro che non c’è

Il Pd ha un sacco di problemi che possono essere riassunti in 3:

  1. Non ha un sogno da trasmettere
  2. L’organizzazione sul territorio non c’è
  3. Non riesce ad intercettare le domande dell’elettorato
Il terzo è la conseguenza dei primi due. Mi limito a mettere in evidenza che Forza Italia (che esiste ancora) in Università fornisce ai propri studenti una serie di beni e servizi spaventosamente efficiente. Di scarsa penetrazione, ma ce l’ha. Hanno depliant, pannelli a colori. Non i volantini che fotocopiamo in sezione. Perchè? Poi, ci lamentiamo che perdiamo. Il centrodestra, mentre noi di centrosinistra ci facevamo le prugnette, costruivano una rete che permette, oggi, all’ultimo coordinatore di circolo può entrare in comunicazione col centro che, nel Pd, non esiste.
Esiste youdem! Che culo. A me non interessa che esista un canale satellitare. A me, piacerebbe che il centro del Pd fosse molto più forte e ci dicesse che cosa fare e dire. E questo non accade. Quindi, anche scrivere un programma a livello locale diventa impossibile: non si tratta di seguire i dettati di Roma, ma di sapere che idee il Partito ha nei vari territori, in modo che i vari programmi sul territorio si possano integrare in un contesto più ampio.
Ad ogni modo, un Partitola cui testa non è collegata al corpo non può esistere e, se in zone rosse come la Toscana, si comincia ad aver paura di perdere, non c’è Franceschini che tenga. Bisogna darsi da fare.

Forum Power

La mia amica darkdomino ha iniziato un aspro confronto con la G.S.A utilizzando i linguaggi più sofisticati della rete. Il problema nasce da vari problemi, che chi firma contratti con questa azienda di animazione per villaggi turistici, si trova ad affrontare.

Il problema è che la differente capacità contrattuale che hanno i ragazzi che firmano con quest’azienda è di gran lunga inferiore rispetto a quella della G.S.A. Il che significa che i simpatici rompiballe che guastano le nostre vacanze in villaggio vivono la loro esperienza lavorativa in condizioni poco consone alla loro attività di portatori d’allegria.

Ora, a me non interessa tanto che gli animatori vengano sfruttati (sempre troppo poco) la cosa interessante della faccenda è che si sono organizzati utilizzando mezzi che noi geek da quattro soldi consideriamo piuttosto obsoleti.,

Cazzo, il forum! Io l’ultima volta che ho postato su un forum è stato per insultare quelli di Fadders. Loro, gli scassaballe, stanno veramente mettendo sotto scacco la G.S.A. , un gigante da parecchi €uro di fatturato. Noi abbiamo dovuto aspettare mesi prima della soluzione della faccenda-Sarnari, mentre loro hanno attirato l’attenzione di Google su di sè.

Provate a scrivere G.S.A. Club sul vostro motore di ricerca preferito e vedrete che il terzo risultato è la thread iniziata proprio da Darkdomino, tra l’altro, qualcosa tipo tre mesi fa e ancora attiva. Ovviamente, la risposta dell’azienda non si è fatta aspettare: sul blog della mia amica hanno sguinzagliato un paio di troll che le hanno un po’ rotto i santissimi, ma niente di che.


Questa storia ci insegna che Internet è uno strumento di allargamento della sfera pubblica e che chii è capace di utilizzarla meglio vince. Io, per mio conto, faccio abbastanza schifo da questo punto di vista. Però, volendo, le potenzialità sono enormi. Basta saperle utilizzare. Chi avrebbe mai pensato che un forum mettesse in scacco un gigante dell’animazione in villaggio?