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Archive for Ottobre 2009

Scuola di vita per fenomeni da baraccone dotati di croce celtica

Questo simpatico blog è finito sulle pagine di una thread italiana di sturmfront.org, sito americano che sostiene l’orgoglio bianco. Si tratta di un sito nazistoide che solo perchè non è su server italiani non può essere chiuso per istigazione al razzismo o, comunque, a delinquere. Però esiste. Quindi, oltre a sperare che qualche hacker si inventi il modo di oscurare il sito per un po’, vorrei dire una cosa a questi senzapalle (se le aveste, le palle, vi firmereste come faccio io) che amano riempirsi la bocca di parole molto più grandi dei loro cervelli:

TROMBATE DI PIU’ E MEGLIO.

La vostra qualità della vita potrebbe risentirne in positivo.

Saluti, FP

 

Cronache marziane, Teheran AD 2009

Se fossi Ahmadinejad, chiuderei immediatamente la scuola italiana di Teheran, porta di uscita di molti giovani iraniani che, poi, vengono a frequentare le nostre università forti di una maturità scientifica italiana e di una lingua ben conosciuta. Attraverso questa porta della conoscenza sono passate anche Mernaz e Sanaz, due studentesse iraniane a Firenze tappa di un percorso che le ha portate in un venerdì di ottobre a parlare con un umile blogger ubriacato da 22 anni di vita democratica. Il racconto che fanno è a tratti incredibile per chi è abituato a vestirsi come vuole, ad ascoltare la musica che vuole e a fare come vuole.

Come vanno le cose laggiù?

Le cose vanno male. L’economia va male, colpa delle sanzioni economiche. L’inflazione è altissima e la tensione aumenta. C’è anche la paura che ci controllino e che se la rifacciano sulla nostra famiglia. Però è anche vero che non possono controllare tutto.

Avete amici che hanno partecipato alle manifestazioni?

Sì, abbiamo alcuni amici che hanno partecipato alle manifestazioni. Uno è stato picchiato per strada ma la gente lo ha salvato. Un altro è finito in carcere e non ha voluto raccontare nulla di quello che è successo. Nessuna parola, non vuole parlarne. Tra ‘altro alcuni picchiatori appartengono ai Bassij, gruppi volontari che si sono formati tra le classi povere e che, ora, hanno acquisito un grande potere. Sono entrati ovunque e, a loro, interessano solo i soldi tanto è vero che, quando ti arrestano, ti chiedono una mazzetta per liberarti. Ahmadinejad è uno di loro com’è stato anche un Pasdaran, un membro della milizia religiosa. Tra l’altro, oltra ai Bassij si dice che nelle piazze ci siano stati anche dei picchiatori stranieri che parlavano arabo. Si dice siano di Hetzobollah, libanesi pagati e a cui è stato fatto il lavaggio del cervello. Cosa importa a loro di picchiare un iraniano?

Da quello che mi dite, sembra che la società iraniana sia molto più avanzata della politica che la rappresenza…

Sì, è vero. Le donne non sono mai state sottomesse in Iran, nella cultura persiana. Solo quando sono arrivati gli arabi le cose hanno cominciato a non andare bene. Pensa che certi colori sono stati vietati, che è vietato uscire da sole con il proprio ragazzo e andare in macchina con un uomo che non sia tuo padre o un tuo parente. Si può essere arrestati anche se un poliziotto considera un vestito troppo provocante…

Però, adesso, siete in Italia. Esiste un’associazione degli studenti iraniani a Firenze?

Sì, esiste l’Asif, l’Associazione degli Studenti Iraniani a Firenze. Ci stiamo organizzando come punto di riferimento per gli studenti iraniani che vengono qua. E’ un’organizzazione che nasce dal basso e aiuta i ragazzi che vengono qui. Abbiamo convenzioni con negozi, bar etc. Non è un’organizzazione politica, ma la situazione è tale che di politica bisogna parlare…

La trasparenza che Massa Comune non vuole

Se facessimo vedere in streaming la seduta del consiglio comunale in nome della trasparenza, allora dovremmo seguire Lidia Bai. il nostro sindaco, ovunque installando webcam nel suo ufficio in Comune, nella Sala della Giunta  seguendola, nel frattempo, con un PC dotato di web-cam e perennemente connesso ad internet quasi ovunque. Se vogliamo la trasparenza. Se vogliamo un gingillo in più, allora, possiamo installare le web-cam in Via Norma Parenti, ma non otterremo altro che portare su internet un deficit di trasparenza che è nella natura della democrazia rappresentativa.

La scatola nera

Nelle democrazie le decisioni vengono prese nella scatola nera, un luogo mistico dove le grandi questioni trovano risposta. Una specie di slot machine che funziona sulla base di domande che vengono accuratamente selezionate e trattate sulla base di una griglia indefinibile di fattori. Lì dentro, non può metterci il naso nessuno perchè è un luogo figurato e, se volessimo trovare la sua collocazione fisica, impazziremmo perchè nella scatola nera confluiscono tante di quelle cose che o sono nella testa dei decision makers (mettici lì una web-cam) oppure in luoghi informali come i bar, le piazze, le feste, le chiese, le logge massoniche etc. dove la gente si incontra e prende davvero certe decisioni. Ficcare il naso lì non è il compito della politica.

Allora, la trasparenza?

Trasformare la scatola nera in una scatola di vetro è impossibile. Ma cominciare a ficcarci il naso e capire che aria tira là dentro è possibile. Basta capire a chi tocca. L’unico vero soggetto che si interessa a guardare cosa succede nella scatola magica del potere dovrebbe essere la stampa libera che, dal momento che non è istituzionalizzata ed ha una funzione legittimante in teoria molto forte, dovrebbe essere là dove le decisioni vengono prese e dove si intrecciano gli interessi anche (e soprattutto) fuori dalle istituzioni. Se la stampa non fa il suo mestiere, non lo deve fare la politica e, meno che mai, le istituzioni stesse.

Allora, che cosa vuole Massa Comune?

L’idea che mi sono fatto della politica massetana da cinque mesi a questa parte è che Massa Comune abbia esaurito il suo ciclo e tenti di spostare l’attenzione su temi di scarso appeal. Tra parentesi, con una popolazione che invecchia rapidamente e, presumibilemnte, scarsa alfabetizzazione informatica, con zone del comune dove non arriva la banda larga, vale davvero la pena spendere soldi pubblici così?

Gensini a giudizio?

Redazione del TGT in fibrillazione ieri mattina. Gensini, megaluminare della cardiologia, forse, verrà rinviato a giudizio per corruzione e tentato falso in atto pubblico.  Ci mobilitiamo per contattare l’avvocato, Nino D’Avirro e il già detto professore.

D’avirro è disponibile al telefono. Gensini, il cui cellulare è acceso, non risponde. Non risponde?? Allora provo attraverso l’università. Non dicendo che sono stagista presso la redazione, mi faccio dare il numero della segretaria. Telefono, chiedo di farmi passare il professore per una questione urgente, ma lui non c’è. Con un segnale molto disturbato, la segretaria mi dice che non è in ufficio ma è da qualche parte, credo di aver capito, sul Garda.

Oggi, apro il dorso fiorentino de La Repubblica e trovo le intercettazione che riguardano Gensini e il suo affaire.  Niente da fare, è irreperibile. Ma, prima o poi, dovrà raccontare qualcosa anche lui. Possibile che un professore della sua fama possa tollerare che la sua reputazione venga infangata così?