Perché il piano di #Tikun-Olam è una bufala
Se c’è una lezione che la storia ha impartito a proposito di Israele è che Tel Aviv, di solito, colpisce in segreto, in silenzio non dando neanche notizia, se possibile, del fatto di aver colpito. Almeno, gli israeliani si sono comportati così quando, nel 2007, colpirono in totale segreto l’installazione nucleare di al-Kibar. Solo successivamente arrivarono, alla stampa, dei sussurri che hanno portato alla luce una tra le operazioni militari più brillanti dello scorso decennio. Oggi, sembra che gli israeliani abbiano perso la buona abitudine del silenzio, lanciando, sui media, ipotesi di piani militari che dovrebbero far alzare qualche sopracciglio.
Come andò allora
Nel lontano 2007, Israele mise fuori uso la modernissima contraerea russa che proteggeva il reattore attraverso un’azione di guerra elettronica che spianò la strada agli aerei israeliani che, con un blitz, distrussero le mire nucleari di Assad. Fine dei conti.
Cosa prevede il piano pubblicato da Tikun-Olam
Secondo il blog, gestito da Richard Silverstein un israelo-americano che vive a Seattle, per prima cosa gli israeliani lancerebbero un’ondata di guerra elettronica tesa ad abbassare le mura difensive iraniane, in termini di satellite e radar. In seguito, dovrebbe partire un attacco missilistico su vasta scala, in grado di distruggere le installazioni missilistiche e nucleari della Repubblica islamica.
Cosa non torna
Secondo Silverstein, la prima cosa che salta all’occhio è che la leadership israeliana sembra che voglia combattere contro l’Iraq di Saddam, caratterizzato da un’organizzazione verticistica delle forze di sicurezza. La seconda cosa che non torna, è che, di solito, gli israeliani risolvono le questioni con i loro vicini usando gli aerei. Sono anni che modificano apparecchi di fabbricazione occidentale per ampliarne il raggio d’azione. Ora, d’un tratto, si sarebbero convinti a usare i missili?
Un’altra cosa che non torna è che la Talmud dell’intelligence israeliana on-line, il sito debka.org, scriva, al 16 agosto, che distruggere il potenziale iraniano sia oggi oggi impossibile.
Allora, perché diffondere questo documento?
Perché è uno specchietto per le allodole. Dà l’impressione che Israele voglia procedere da sola anche senza il sostegno americano. Il messaggio è utile sia per aiutare a legittimare il governo israeliano alla propria opinione pubblica, sia per mettere in guardia i vicini, costringendoli a vivere nella paura di un attacco israeliano del quale, storia insegna, l’Iran, forse, si accorgerà solo a missione (israeliana) compiuta.


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