#Calcioscommesse Il Grosseto in LegaPro? Storia di una tragedia di provincia
I fatti
La sentenza del primo grado (consultabile qua a Pag. 19 per quanto riguarda il Grosseto) fa un largo uso di materiali della Procura di Cremona. Questo significa che un Pubblico ufficiale, imparziale per definizione. Premesso questo, il nodo centrale sono le testimonianze dei calciatori. La difesa del Grosseto ha posto l’accento sulla presunta inattendibilità delle testimonianze, dato che, secondo i supporter di Camilli, non si può dare credito a dei rei confessi cose che sia la Disciplinare che Palazzi hanno fatto, condannando, in Primo grado, il Grosseto ad una retrocessione d’ufficio.
Alla ricostruzione, i legali di Camilli hanno risposto che la combine era una questione privata tra i calciatori di Ancona e Grosseto, sviluppatasi all’insaputa della società biancorossa. Ok, ma la domanda, a questo punto, è: che diavolo di interesse avrebbero i giocatori del Grosseto a tirare in ballo Camilli?
Il diritto
Chi dice che la giustizia sportiva è incostituzionale sbaglia alla grande. Con la sentenza 49/2001 la Consulta ha stabilito che:
La singolarità della situazione e la connessa difficoltà di una actio finium regundorum tra queste due realtà è individuabile già dall’impostazione iniziale del decreto-legge il quale, nell’affermare che la normativa riconosce e favorisce «l’autonomia dell’ordinamento sportivo nazionale», chiarisce che esso è «articolazione dell’ordinamento sportivo internazionale facente capo al Comitato Olimpico Internazionale». Si afferma cioè, reiterando concetti già espressi in altri testi normativi (quali gli artt. 2 e 15 del d.lgs. 23 luglio 1999, n. 242, recante «Riordino del Comitato olimpico nazionale italiano – C.O.N.I., a norma dell’articolo 11 della L. 15 marzo 1997, n. 59»), che questo ordinamento autonomo costituisce l’articolazione italiana di un più ampio ordinamento autonomo avente una dimensione internazionale e che esso risponde ad una struttura organizzativa extrastatale riconosciuta dall’ordinamento della Repubblica.
Anche prescindendo dalla dimensione internazionale del fenomeno, deve sottolinearsi che l’autonomia dell’ordinamento sportivo trova ampia tutela negli artt. 2 e 18 della Costituzione, dato che non può porsi in dubbio che le associazioni sportive siano tra le più diffuse «formazioni sociali dove [l’uomo] svolge la sua personalità» e che debba essere riconosciuto a tutti il diritto di associarsi liberamente per finalità sportive.
Verissimo, la sentenza non parla di calcio. Ma, visto che la Figc è dentro al Coni, allora questa decisione della Consulta parla abbastanza chiaro: la giustizia sportiva è brutta, ma legittima. Fine della storia.
Questa è la Serie B
Dati Figc alla mano, rappresenta solo il 14% del business del pallone in Italia con la Serie A (o meglio, le Big della Serie A) che la fanno da padrone. Questo significa che nessun imprenditore sensato investirebbe in un club cadetto. I diritti non pagano. Il campionato è talmente vasto che guadagnare un posto al sole significa spendere un sacco di soldi senza ritorni economici. In altre parole, la B è un tritacarne perfetto per soldi. Ma, forse, meglio di ogni altra cosa, nella provincia italiana, il calcio rappresenta un mezzo per ottenere una notorietà (e una legittimazione) difficilmente ottenibili altrimenti. Guardate quando si è sviluppata la carriera politica di Camilli. Esiste prima del Grosseto?
E’ tutto legittimo, ma non mi piace
Di solito, quando tutti (media, società civile e politica) tendono a fare lo stesso santino della stessa persona, qualcosa non torna. Quello che è successo a Grosseto in questi giorni, con lettere di solidarietà e missive spedite persino al Quirinale, per quanto legittimo (appunto) ha dello scandaloso. Perché una città (e la sua provincia) con due fabbriche in crisi nel raggio di 60 Km (Mabro e inceneritore di Scarlino) si è coalizzata in modo acritico su Piero Camilli? La cosa non mi piace per niente. E, siccome non sono un ingenuo, mi chiedo il perché. Forse, farebbe bene a chiederselo anche qualche collega della zona, visto che sembra vivere nel favoloso mondo di Amelie


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