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Caso Oppo, se noi giornalisti prestiamo il fianco è troppo facile per loro trattarci così

dicembre 6, 2013

Con le sopracciglia che mi arrivano sulla nuca, prendo nota ed embeddo questo delirio:

Per chi non lo sapesse, nel corso della giornata è successo questo:

…cioè, una giornalista de “L’Unità” è stata sbeffeggiata e messa nella lista di proscrizione da parte di Beppe Grillo. La risposta, come si evince, è peggiore del male. A margine: dove accidenti sarebbe stata, la Oppo, offensiva? Quello che c’è scritto nel “dicono di me” di questo blog sì che è un’offesa, le critiche (eccone un po’) della collega de “L’Unità” è un colpo di fioretto da gentildonna. Al netto delle critiche, il comunicatino dei deputati 5 Stelle è, semplicemente, folle. La domanda adesso è: “Come si risponde?”

Ammettendo di non averci capito nulla

La prima cosa che non siamo riusciti a capire, da un anno a questa parte, è che la gran parte della merda che c’è sul blog di Grillo è ad uso interno. Se non ci fosse la tv, gli elettori degli altri partiti neanche lo saprebbero. Io non vado sul sito di Grillo spontaneamente. Ci sono stato a fini professionali e, quando posso, ne sto alla larga. Chi, invece, deve motivarsi, incazzarsi per votare Grillo, deve nutrirsi di odio contro un sistema schifoso che è tutto contro il fortino accerchiato di Grillo e Casaleggio. Non siamo riusciti a raccontare questa dimensione simbolica, pensando di trattarlo come un partito qualunque: non è un partito qualunque, è un progetto politico autoreferenziale e rivolto verso se stesso, gli altri sono opzionali: non servono e vanno eliminati, non convinti.

Ok, ripulita la coscienza che succede?

In mezzo ai nostri fallimenti, qualche successo l’abbiamo messo a segno. La storia del Costa Rica e delle società di personaggi vicini a Grillo, in effetti, è stato un colpo bene assestato: “L’Espresso” ha scoperto una dozzina di società che non si capisce cosa facciano nell’ex paradiso fiscale. I grillini hanno risposto spalando merda, ma il fatto rimane: che accidenti di bisogno c’è di 13 aziende in un posto dal diritto tributario quantomeno discutibile? Sperando di non essere mandato affanculo, provo a tirare le somme.

Beppe Grillo è il nemico e va combattuto come sistema

Le liste di proscrizione sono una cosa che speravo non avrei mai visto in Italia, nel XXI Secolo. Evidentemente, sbagliavo e piacciono a un sacco di gente. Se Grillo, però, è il nemico, dovremmo combatterlo in modo più sistematico e preciso di quanto non stiamo facendo. Su cosa si combatte con Grillo? Sul primato dei fatti. Qualcuno ha mai fatto fact-checking sui suoi discorsi? Qualcuno ha mai chiesto cosa significass  “impeachment di Napolitano” e con quali numeri, in Parlamento, intendesse dare seguito a questa minaccia? Invece, si sono scritti chilometri a riportare dichiarazioni sul nulla: bastava aprire un manuale di diritto pubblico per scorprire che si parlava di “messa in stato d’accusa del Presidente” che, in Costituzione è regolata da una procedura rigidissima dettagliatamente disciplinata dalla Carta. Eppure, si è preferito rimanere in silenzio, fare sì che la parola entrasse nel vocabolario e siamo rimasti con il cerino in mano.

Il primato dei fatti, appunto

Appunto, se fossimo stati in grado di rispondere fattualmente agli strali di Grillo, non saremmo arrivati al punto di questa vigliacca aggressione fascista. Nella sfera pubblica, non si è mai da soli: ci si prende lo spazio di libertà che gli altri ci concedono. Questo, significa che se Grillo e il suo staff si sono permessi questa porcata, una buona parte della colpa è nostra perché ci siamo prestati, facendogli solo pubblicità gratuita. Sarebbe bastato fare il nostro mestiere e chiedere conto della verità fattuale delle opinioni di Grillo&Co. che, probabilmente, il nemico sarebbe già stato sconfitto.

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Un Commento
  1. Il Sire permalink
    dicembre 6, 2013 11:10 pm

    Correttissima analisi, hai ragione, quando profilavano le similitudini tra il führer e peppe sembrava una sparata grossa, invece c’erano più vicini di quanto sembrasse, lungi da me dire che il M5S è il 4° reich, ma l’incitamento all’odio c’è ed altre similitudini con tutti i regimi totalitari. Dicono che la storia insegni, credo che dovremmo andare a ripetizioni.

I commenti sono chiusi.

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