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Mura di gomma a Massa Marittima

C’è un bel post sul sito di Massa Comune intitolato Il muro di gomma. Non entro nel merito della questione, ma il problema mura di gomma esiste da entrambe le parti. Non conosco in dettaglio le interpellanza e le interrogazioni, ma so per certo che non portano voti e non riguardano temi importanti come il lavoro e l’idea di Massa nei prossimi anni. E’, come sempre, facile occuparsi dei massimi sistemi nel tentativo di costruire una seria alternativa al centrosinistra nell’interesse di tutti.

Ma, al di là della valutazione politica che, nei confronti delle liste civiche in genere, non può che essere negativa, è interessante constatare come a Massa il dialogo non esista, ma sia una discussione tre sordi, tra persone che non hanno interesse a parlarsi. In questo senso, Marrami ha ragione: la politica a Massa Marittima sta diventando una questione quasi tribale. I due poli sono quantomai distanti e la nuova line editoriale del sito Massa Comune non aiuta. Urlare non serve. Beppe Grillo ce lo ha insegnato. Infatti, lui e Di Pietro sono la migliore garanzia per il centrodestra che Berlusconi governerà ancora per un po’.

Questa radicalizzazione del confronto politico sta portano delle sfide nuova al centrosinistra. Ma, soprattutto, al piccolo sistema mediatico cittadino. Buona parte del confronto si è spostata su internet. Questo stesso blog ne è stato parte in campagna elettorale. Il grosso problema è che nella piccola parte di rete abitata a Massa Marittima, non esiste niente che assomigli al concetto di conversazione. Tanto per fare un esmpio: sul sito di Massa Comune non si può commentare nonostante moduli non nativi per Joomla! lo permettano. Tra l’altro, non esiste neanche la possibilitè di mandare dei pingback in modo da costruire reti semantiche che permettano di conversare e di fare anche a Massa, di Internet, una vera e propria piazza con trasparenza. Basterebbe poco per trasformare il sito di Massa Comune da un doppione del vecchio sito di Gabriele Galeotti in un sito più interessante. Per esempio, utilizzare WordPress che, putacaso, ha vinto il premio 2009 come miglior CMS in Open Source. Baccati questo, Drupal!

Al di là di queste questioni da smanettoni, Massa Comune può chiedere tutta la trasparenza che vuole. Ma si dimentica che, quando la trasparenza, soprattutto sui bilanci, l’ho chiesta io nei loro confronti, mi è stato risposto a pernacchie o poco più. Mi limito a ricordare che il PD, la pubblicità del bilancio, la prevede in statuto.

Lirica in Piazza: una formula da rinnovare?

Alcune tra le cose che non capisco di Massa Marittima è come mai una località di prestigio storico e culturale debba fare, ogni anno, i conti con una stagione lirica che, con un po’ di buona volontà, potrebbe diventare un punto di riferimento nel calendario musicale italiano e non solo. Mi spiego meglio: ogni anno l’Amministrazione Comunale coinvolge sponsor e spende una cifra considerevole per acquistare 4 date di opera lirica che, poi, non portano granchè al territorio e all’utente finale costano molto di più rispetto ad uno spettacolo del Maggio Musicale Fiorentino facendo sì che la Piazza venga sigillata per una settimana per la gioia dei commercianti e  dei turisti che vorrebbero godersi una tra le Piazze più belle d’Italia. Ormai sono 23 anni che la manifestazione si svolge e sarebbe, quantomeno, saggio cercare di aggiornarla prendendo atto che manifestazioni del genere si svolgono un po’ ovunque in Toscana e in Italia.

SPAZIO AI GIOVANI

Purtroppo non conosco i tariffari delle orchestre giovanili italiane. Ma, in un Paese di gerontocrati sarebbe una buona idea investire in queste orchestre (la Cherubini di Muti piuttosto che l’OGI di Fiesole o la stessa Accademia della Scala) che dovrebbero garantire massimo due serate in piazza (quindi 4 serate al massimo di blocco) costituendo l’evento più importante della manifestazione, una manifestazione che non dovrebbe ridursi solo a due serate d’estate.

DIDDATTICA SOPRA TUTTO

Molte cittadine italiane nel periodo estivo ospitano master-class e corsi estivi per giovani musicisti. Organizzarne una di una certa consistenza numerica, magari con la collaborazione di istituti di prestigio (vedi le istituzioni sopra citate) potrebbe essere un’idea per portare a Massa Marittima un numero maggiore di persone e di giovani musicisti. Il saggio finale di queste master-class potrebbe essere considerato, dal punto di vista degli organizzatori, un concerto a basso costo, ma di grande qualità. Le lezioni di alta formazione dovrebbero essere collocate all’inizio del festival ed essere concentrate sul melodramma italiano. L’idea sarebbe di copiare l’organizzazione del Toscana Fotofestival e incollarla nel mondo della musica.

E L’OCCUPAZIONE?

Dopo la chiusura dell’orchestra di Città Lirica decisa da Cocchi che, tra l’altro, non si è nemmeno reso conto di averla chiusa, il problema occupazionale sulla costa toscana diventa sensibile. Il modello che abbiamo proposto rischia di provocare altri scompensi. La soluzione che avanziamo è quella di garantire comunque uno spazio alle orchestre locali e alle formazioni cameristiche che, in un programma che dovrebbe abbracciare tutta la stagione turistica potrebbero andare ad occupare spazi sottoutilizzati (come l’anfiteatro delle mura) fornendo programmi in grado di staccarsi dal repertorio operistico abbracciare, perchè no, tutta quelle zone grigie che raramente vengono esplorate e non è detto che una stagione musicale debba occuparsi solo ed esclusivamente di lirica. Potrebbe essere un’idea per regalare, soprattutto alla città, inaspettati percorsi musicali.

Quella proposta non  è la soluzione delle soluzioni, ma permetterà, comunque, di mantenere alcuni dei posti di lavoro che questo business model andrebbe a cancellare.

IL CORAGGIO CHE SERVE

Serve un gran coraggio, da parte di tutti, per cambiare una formula che, fino ad oggi, ha dato buoni risltati. Ma se vogliamo che Massa Marittima possa competere alla pari con altre località non solo toscane, ma europee, sul settore turistico, occorre essere ambizionsi. Il modello proposto presenta difficoltà di ordine economico e organizzativo: per attuarlo servono relazioni che, a dire il vero, basterebbe alzare il telefono per cominciare ad allacciare. Basta avere il coraggio di guardare l’elenco telefonico e cercare istituzioni interessate all’iniziativa e sponsor adeguati. I risultati potrebbero essere entusiasmanti.

Dopo il giornalista di paese, il blogger di paese?

Checchè ne dicano gli eretici digitali, una buona parte dell’informazione locale passerà per i blog che hanno tanti difetti, ma hanno il grande pregio di stare sul territorio e di conoscerlo mediamente meglio di quanto qualsiasi TV privata, giornale locale et similia possano.

Per questo, ci sentiamo di dare il benvenuto a Collins25 e al suo blog che hanno mossi i primi passi nella microscopica blogosfera massetana. Benvenuto Collins, sperando di conoscere presto chi si nasconde sotto pseudonimo e cominciare a confrontarci su immondenzai vari.

Massa Marittima, paracarro lasciato lì. Può farlo qualcun’altro?

Quando ho visto questo articolo dal sito massacomune.it mi sono messo a ridere. Per davvero. Mi sono davvero sentito come un abitante di Springfield quando Homer Simpson diventa commissario per i rifiuti al motto Può farlo qualcun’altro?

Davvero! E’ in questo che risiede il senso civico della lista civica? Se è nel Può farlo qualcun’altro, benissimo. Viva la demagogia. Mi limto, però, a considerare che nessuno vieta di spostarlo quel paracarro. Anzi, se il Coseca non lo fa e dà così fastidio sarebbe auspicabile che qualche cittadino lo prendesse e portasse al Coseca stesso. Proposta: se la organizzassimo noi giovani del Pd ci mesttessimo a pulire Massa Marittima, sarebbe così disdicevole?

A proposito di centrosinistra. Sono un po’ le cose che mi preoccupano. In particolare è una: sul sito del Pd massetano (che ospita anche il mio intervento post-elettorale. Colgo l’occasione per ringraziare chi lo ha pubblicato) non c’è neanche un intervento del Sindaco, nè delle personalità più influenti del Partito e neanche di chi ricopre cariche in consiglio Comunale. Questo è un po’ preoccupante perchè, purtroppo, nella politica di oggigiorno non basta più vincere e ricordarsi, di tanto in tanto, che esistono le campagne elettorali: la campagna elettorale è permanente e bisogna prenderne atto.

Tra torte in faccia e souvenir volanti non identificati

Un tempo, i leader politici che non piacevano venivano fatti fuori a pistolettate, come ricorderà Umberto I di Savoia. Grazie al cielo, quei tempi sono passati e ora ci si stupisce se un quarantenne malato di mente colpisce Berlusconi con un souvenir del Duomo di Milano.

Premeso che si tratta di un gesto comunque gravissimo, possiamo provare a metterla in burletta pensando a come sono avanti certi altri paesi europei che, saltati gli oggetti contundenti, sono passati direttamente alle torte. Emblemaico il caso di Segolene Royal che, addirittura, è stata aggredita in casa da sconosciuti in campagna elettorale. O che dire di Sarkozy che a Febbraio 2008 si è beccato in piazza una simpatica torta in faccia che, a guardare il video, sembra più un ammasso di schiuma da barba che altro?

Ma anche in Italia le torte volano. A parte lo spettacolo del Bagaglino (sputtanamento definitivo di Clemente Mastella), anche Pippo Baudo è stato colpito da un Dolce Volante Non Identificato (Unidentified Flying Cake-UFG, gli chiama l’FBI).

Non dovunque, però si raggiunge un tale livello di sofisticazione: in Iraq, il giornalista che tirò la scarpa a Bush scelse il suo mocassino perchè avevano finito i souvenir di Babilonia. Se li era comprati il Protocollo della Casa Bianca e credo Barack Obama stia tentando di sbolognarli un po’ a chiunque passi per Pennsylvania Avenue. Speriamo non li faccia vedere a Berlusconi.

NOTA POLITICALLY CORRECT (di questi tempi ‘un si sa mai…) questo Blog e il suo staff (cioè me) esprimono tutta la loro solidarietà al Presidente Berlusconi e colgono l’occasione di progerGli gli auguri di una pronta guarigione.