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Articoli taggati ‘blog’

I media del futuro

I media del futuro saranno diversi da quelli che vediamo oggi. Non ci vuole un genio a scoprirlo. La versa sfida è vedere come saranno. Alcune delle migliori menti della contemporaneità se ne stanno occupando da un pezzo. Io, mi permetto di fare alcune ipotesi.

1. I giornali non spariranno

Molti andranno in bancarotta, ma non tutta la carta stampata è in procinto di sparire: quelli di Amazon devono rassegnarsi. Tuttavia, sarà una carta stampata che sarà gratis. I giornali che sopravviveranno saranno quelli della tanto vituperata free-press (i giornali tipo metro) che non approfondiscono nulla, parlano di poco limitandosi a dire che qualcosa nel mondo è successo. Starà, poi, a noi andare sui giornali on line o sulla TV digitale per scoprire cos’è quel qualcosa che si è mosso nel mondo.

2. Dovremo sopportare Canale 5 ancora per un po’.

A cosa servirà la TV Generalista nel 21 Secolo? Sarà la vetrina della TV digitale: noi guarderemo delle anteprime sulla TV generalista gratis e, se vorremo di più, dovremo pagare. E’ qualcosa che stiamo già vedendo con Mediaset Premium che usa i canali Mediaset normali come piattaforma di lancio per i suoi canali tematici che ci permettono, pagando, di farci il nostro palinsesto personalizzato. E’ anche per questo che Sky ha assunto Fiorello e Mike Bongiorno: hanno capito che se non ragionano in questa logica, entrando anche nel digitale terrestre, non riusciranno a scalfire i due poli che la stanno ostacolando.

3. I blog

I blog sono la vera novità nel campo della comunicazione del XXI Secolo. Stiamo cambiando, lentamente, il modo di fare informazione e quello che abbiamo visto negli ultimi cinque anni non è solo che l’inizio. Il mondo dei media è strutturato in base ad una gerarchia dove i pezzi grossi (TV, giornali e altro) decidono le priorità. In passato non erano nè contrastati nè contrastabili. Ecco che ariva la pietra filosofale della comunicazione del basso: siti fai-da-te che permettono i commenti e che, scambiandosi trackback e similari riescono a conversare. Ma c’è dell’altro: ad un certo punto, i blog hanno cominciato ad aver bisogno di emanciparsi dai tradizionali produttori di notizie ed ecco che arriva il microblogging. Twitter diventerà, un giorno, il principale produttore di notizie. Ne abbiamo avuto un assaggio con la crisi iraniana di questi giorni: la protesta e le notizie passavano da lì, alla faccia delle agenzia di stampa. Questo è un cambiamento che, in prospettiva, trasformerà drammaticamente i processi produttivi delle notizie

3. Le agenzie di stampa?

Probabilmente, saranno loro a fare le spese di questo rinnovamento. Se le notizie passano attraverso twitter e i blog, perchè una redazione giornalistica dovrebbe pagare (profumatamente) gli abbonamenti alle agenzie? In fondo, i veri definitori primari del mondo dell’informazione sono loro. Se verranno sostituite da qualcun’altro nella loro funzione, allora sono destinate a sparire per sempre e quando nelle scuole di giornalismo veranno letti i lanci di agenzia, sembrerà di leggere un manoscritto medioevale tanto sembrerà lontano il periodo in cui Reuters, Ap etc. smerciavano notizie in giro per il mondo secondo logiche simili a quelle di un pezzo di una Toyota.

4. Tutto qui?

Di qui ai prossimi anni saranno inventate tante di quelle cose che oggi facciamo fatica ad immaginarcele. Il fatto è che stanno cambiando le gerarchie in quell’immenso rito che la comunicazione di massa è e il potere contrattuale che stanno acquistando i social media è destinato a crescere. Chiudersi a riccio pretendento che la gente paghi per servizi che verranno offerti gratis da altri non ha senso.

L’obsolescenza di Technorati

Con facebook fenomeno globale, noi bloggers abbiamo davvero bisogno di Technorati? La domanda è legittima se pensiamo che il motore di ricerca-aggregatore, nel calcolare l’autorità, non tiene conto dei link lasciati in giro per i social networks mondiali.

Anche calcolare le visite su un blog sta diventando problematico. Esempio: io ho impostato facebook in modo tale che pubblichi i miei post sottoforma di nota attraverso il mio feed RSS. Le visite che faccio là chi me le considera? Probabilmente, nessuno. Però, sono visite che ho e che aumentano la mia capacità di influenzare la blogosfera e, di conseguenza, la mia autorità nella sua gerarchia.

Però, per stabilirla, questa gerarchia, un modo ci deve pur essere. In Italia abbiamo tre o quattro classifiche che utilizzano parametri diversi e, a volte, incompatibili. Sarebbe bello che nascesse un istituto tipo il W3C che stabilisca gli standard per capire quali siano i blog davvero più importanti.

Il mio stato d’animo.

Relax…

La paura di Internet

Perchè degli studenti di Scienze della Comunicazione devono avere paura di Internet? E’ il mezzo di comunicazione definitivo! Permette a tutti di essere collegati in tempo reale con tutti condividendo quello che della nostra vita più ci interessa. La cosa mi preoccupa perchè se noi giovani abbiamo paura di internet tra una decina d’anni quando i sistemi grid diventeranno di uso comune saremo impreparati e ancora più spaventati.

La cosa è preoccupante perchè avere paura del nuovo ora alla mia età è stupido e ipocrita.  Tutti utilizziamo Facebook e tutti navighiamo su internet seguendo i nostri interessi. Tutti guardiamo Wikipedia quando non sappiamo una cosa e facciamo su internet un sacco di coe. E’ un mondo difficile, stramboide, per certi aspetti, ma non è poi così mostruoso.

Non è un oggetto che ci deve fare paura. E’ un oggetto come gli altri che va saputo utilizzare e che ha senso utilizzare. In fondo, studiare scienze della comunicazione serve anche a questo.

Classifica wikio nuova…

Il mio blog è intorno alla 10-11000 posizione e, ok, non è buona ma non fa così schifo. La cosa che mi colpisce è la classifica di Reporter diffuso, il blog di SkyTg24 che è il blog più influente nel nostro Paese.

Niente da dire: a Sky sono molto bravi. Tuttavia questo evidenzia quella che è la mia fissazione: senza professionalità, le idee valgono ben poco…