Archivio

Articoli taggati ‘palestina’

La strage continua

I miei amici di Debkafile sostengono che il 60% dei missili di Hamas è stato distrutto mentre rimarrebbero soltanto alcuni set di razzi di produzione iraniana in grado di colpire il centro di Israele.

Ne è valsa la pena?

Probabilmente no: testimoni del massacro di Gaza riportano di ospedali al collasso, soldati israeliani che si comportano come nazisti, mentre a Tel Aviv si pensa ad una terza fase delle operazioni a Gaza. (leggete qui, se volete saperne di più).

Noi italici cosa facciamo?

Un bel niente. Come al solito, sembra che siano  tedeschi e francesi a tentare di risolvere la questione, mentre noi ci accontentiamo di essere indicati come mediatori, di tanto in tanto, mentre non facciamo un bel niente.

George Bush: disco verde a Israele

George Bush ha autorizzato Israele a procedere con le operazioni di terra a Gaza. Secondo quanto riportato dall’autorevole sito israeliano, il presidente americano ha dato l’ok dopo una serie di colloqui telefonici con i Re di Giordania, SM Abd Allah II, e Arabia Saudita SM Abd Allah Al Saud, il Presidente egiziano, Mubarak e il Primo Ministro israeliano, Olmert. Inoltre, il Premier israeliano è stato rassicurato dalla Casa Bianca che ha dichiarato che porrà il veto ad ogni risoluzione del Consiglio di Sicurezza ONU che condanni Israele per le operazioni contro Hamas.

Altre fonti, tra cui il Times di Londra, sostengono che le operazioni di terra inizieranno oggi stesso, all’ottavo giorno dall’inizio della nuova offensiva israeliana segno che la volontà politica di attaccare da terra la West Bank esiste per davvero, nonostante siano 10 giorni che Al-Jazeera sostiene il contrario.

Perchè?

I casi sono due: o Israele vuole farla finita per davvero, oppure la Livni vuole dimostrarsi in grado di condurre un conflitto vittorioso, requisito fondamentale per poter ambire alla carica di Primo Ministro in ballo quest’anno.

Perchè proprio ieri?

Non sono un grande esperto di questione mediorientale. A dir la vrità, non ne ho mai capito un fico secco. Tutttavia, ci sono una paio di cose che mi colpiscono dell’ultima escalation israeliana;

  1. E’ avvenuta in un momento in cui il petrolio non costa quasi nulla
  2. E’ iniziata a mercati chiusi

A me non piace sostenere che le guerre vengano combattute per motivi economici, ma sono convinto che nella loro pianificazione una valutazione dello scenario economico sia fondamentale. Ad esempio, se l’Italia avesse valutato meglio la propria situazione economica all’inizio della Seconda guerra Mondiale, probabilmente non sarebbe entrata nel conflitto.

Tuttavia, le due circostanze indicate, una qualche relazione con lo scoppio del conflitto potrebbero avercela. Qualcuno potrebbe obiettare che è iniziata proprio quando la tregua è finita e che gli israeliani hanno colpito appena ne hanno avuto l’occasione. E’ vero anche questo, ma c’è un particolare che mi fa sospettare che la data di ieri non sia una conseguenza della fine delle tregua: ieri era sabato. Cosa può costringere un ebreo a fare qualcosa il sabato, il giorno sacro in cui anche Dio si riposò. Non so quanto sia laico lo Stato ebraico, ma credo che il riposo settimanale sia una cosa molto importante per un ebreo. Se sto postando una serie di cazzate, fatemelo notare. Tuttavia, credo che le tradizioni di un popolo siano molto importanti qualsiasi cosa significhino e siano e il fatto che l’operazione Piombo Fuso sia iniziata proprio ieri delle motivazioni molto forti ci devono essere.Credo sarà molto interessante vedere domani mattina come apriranno i mercati delle materie prime e i mercati azionari.