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4novembre2006 B

novembre 4, 2006
4novembre2006 B
 
 
“Giorno di festa a scuola. Oggi è un giorno importante. Tutti i bambini sono convocati in Aula Magna.” Questo il testo della circolare del Preside. Orgoglioso patriota “si raccomandano le maestre di spiegare ai pargoli il quid della festa.” Così fece anche la maestra dalla penna rossa. Dalla penna rossa perché correggeva i compiti solo con quella penna. Questa si alzò e disse: “Venite, bambini. Oggi dobbiamo festeggiare. Lo sapete che giorno è? E’ il 4 novembre!!! Abbiamo vinto la guerra. Sapete che cos’è la guerra? E’ quella cosa bruttabrutta che se sei più bravo a farla, sei il più ganzo. Conti di più. Tutti ti rispettano e hanno paura di te. Non siete contenti? Non siete orgogliosi di quello che è il nostro Paese e di quanto è bello sventolare il tricolore?” Il sorriso tirato della maestra spaventava i bambini. “Lo sapete perché è scoppiata? Perché i cattivi austriaci avevano rubato dei pezzettini d’Italia agli Italiani. E gli Italiani non erano contenti di questo. Quindi, cosa fecero? Fecero una guerra contro gli Austriaci per liberare i propri fratelli di Trento e Trieste. E la vinsero alla grande. Abbiamo quasi perso. Ma, alla fine, i nostri sul Piave vinsero gli Austriaci senza grossi problemi. E gli austriaci ci chiesero l’armistizio. Dei nostri, sono morti…novecentomila!!! novecentomila che si sono sacrificati. Ah…se solo voi aveste un così alto spirito di sacrificio. Alla fine della guerra, però, abbiamo avuto anche un altro premio: l’Alto Adige!!! Un discreto numero di austriaci ha avuto la fortuna di far parte del nostro Paese e di di diventare italiano!! Non siete contenti?”
Un bambino alza la mano e chiede: “Ma, maestra, se io picchio il mio compagno di banco, lui mi rispetterà e mi darà anche un pezzo di casa sua?
La maestra risponde: “Queste cose non devi dirle neanche per scherzo!”
Tutti in aula magna ad assistere alla conferenza dello storico del Paese(tra l’altro lo storico era anche il sindaco) che esaltava lo spirito patriottico dei giovani italiani, sempre disposti al sacrifizio supremo per portare alto il nome dell’Italia nel mondo!!” La kermesse di aberrazioni va avanti. Il Preside piange commosso. Gli alunni no. Fuori, nonostante il freddo, c’è un bel sole. vogliono giocare a pallone. E lasciateli divertire.
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