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FIAT itala

marzo 14, 2007

Ha la Fiat salvato il paese? Vale a dire: Hanno i padroni salvato l’Italia? Sì. E’ successo, alla faccia di chi parla ancora in termini di proletariato e di rivoluzione. Il comunismo ha fallito e, se in Italia qualcosa si salverà, lo si dorvrà a gente come Marchionne o Montezemolo, non certo a Bertinotti, Ferrero (non quello della Nutella), Rizzo e Diliberto. Ma nemmeno grazie a Fini, Casini, Mastella, Berlusconi. In generale, non grazie a chi comanda in Parlamento. Ma grazie alle grandi, poche, grandi imprese che ci sono nel Paese. Montezemolo si chiedeva, qualche tempo fa "Gli italiani ci sono, ma l’Italia?" L’italia non c’è: non fa sistema. Neache quando dovrebbe farlo bloccata come è da una classe dirigente incapace e ancora legata ad antichi pregiudizi ideologici nel senso più deteriore del termine. I problemi del Paese non sono le basi USA. Magari lo fossero!! Abbiamo un debito terrificante, un PIL che va non certo grazie a riforme strutturali, uno stato sociale assente. E perchè ci sono questi problemi? Perchè il malcostume italiano è dilagante. In "Viva l’Italia" di domenica scorsa ne abbiamo avuto un esempio: piccoli politicanti che organizzano strutture clientelari forti in modo tale da mantenere i loro staus di potere. E questo atteggiamento non è solo proprio di Catanzaro: con colori diversi, la stessa cosa avviene nei comuni della Brianza e, via via, anche nelle istituzioni parlamentari e di governo. Quali sono gli spessori istituzionali di Bertinotti e Marini? Infatti, la loro presenza in qualità di terza e seconda carica dello Stato è giustificata solo dal fatto che Bertinotti non voleva incarichi di governo ed era necessario dare qualcosa a Rifondazione e, magari, staccarla dal proprio elettorato. Niente era migliore che mettere un leader storico della moderna ultrasinistra nelle istituzioni. Mentre ragioni di compattezza della maggioranza verso il centro hanno portato all’Elezione di Marini presidente del Senato. I presidenti dellle camere non sono lì per meriti e per aver contribuito in maniera proficua alla vita della Nazione. Quella descritta è una struttura clientelare: io blocco Rifondazione perchè se fa cascare il governo si va ad elezioni anticipate. Io blocco il centro della coalizione per lo stesso motivo. Io do qualcosa a te(Seconda e terza carica dello stato) tu dai qualcosa a me ( stabilità e appoggio incondizionato). Come può un sistema politico di così bassa levatura reggere le sorti di un paese come il nostro, vale a dire, una nazione in stato di guerra permanente con poteri forti come la mafia, certa massoneria, piccoli industriali e minuscoli finanzieri, certa Chiesa etc.? Non può perchè paralizzata. Quindi, il cuore dell’attività politica, vale a dire la gestione dei contributi fiscali, non può essere gestita con efficienza e razionalità. In questo ambito, la ricchezza prodotta non può essere redistribuita e mettere in atto quei processi definiti "mano invisibile" i quali sono l’unico modo per far progredire anche umanamente una comunità: senza soldi non si fa ricerca scientifica. Senza soldi non si comprano i libri. Senza soldi non si va a teatro. Senza soldi non si pagano gli insegnanti. Senza soldi non si pagano i medici. Senza soldi non si fanno le opere pubbliche. Senza soldi non si fa un accidente. Gli unici enti che strutturalmente distribuiscono ricchezza sono le grandi imprese. E queste, se sono sane, funzionano sia che ci sia o che non ci sia lo stato. Non è un caso che, in una situazione legislativa penalizzante per chi fa impresa, le grandi industrie funzionino. La Fiat è ripartita e il PIL ne ha subito risentito. E così la città di Torino, così il Piemonte, così  la comunità Termini Imerese etc. .  Chiude Porto Marghera, Venezia finisce di morire. Chiude la Lucchini? La Toscana sud-occidentale muore. Perchè in uno spazio limitato possono trovare lavoro centinaia di persone. E queste persone i loro guadagni li spendono. Punto. Così funziona il sistema e un sistema basato su grandi imprese ha più possibilità di funzionare di uno basato sulle piccole. In conclusione, è proprio vero: la Fiat ha salvato il Paese e, se non proprio la Fiat, quantomeno  i suoi metodi dirigenziali basati sull’ascolto,  sui feedbak, le risposte che ogni individuo, valorizzato nelle sue professionalità, sviluppa nei confronti dei problemi che l’azienda vive. Un concetto del genere, se applicato pienamente, non solo alla politica, ma anche ad ogni settore della vita pibblica, può dare stabilità molto, ma molto di più che una qualsiasi legge elettorale.

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3 commenti
  1. anonimo permalink
    marzo 14, 2007 6:09 pm


    vieni a trovarci… ;p

  2. comitatofn permalink
    marzo 14, 2007 6:19 pm

    riforma elettorale

    stop ai concorsi taroccati per avallare candidati fantasma.

    stop ai candidati delle segreterie politiche autocostruite

    non votate mai chi organizza i congressi comunali, provinciali, regionali

    non votate mai le donne che propongono quote rosa nelle liste per essere le uniche elette

    proponi i tuoi punti : http://www.fatanuda.splinder.com

    http://www.comitatofn.splinder.com

  3. KChannel permalink
    marzo 19, 2007 1:39 pm

    informati bene… i montezemolo e compagnia bella non stanno salvando nessuno..la fiat è in rosso fradicio anche se i media ti fanno sapere il contrario…una buona informazione rende gli uomini liberi…informiamoci!

I commenti sono chiusi.