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Liberazione

aprile 25, 2007
            Liberazione. Questo è il 25 aprile. Questo strano incontro tra il mese della fondazione di Roma e il giorno, il venticinquesimo del mese, di nascita di Gesù Cristo. Giornata simbolica dove qualcuno andrà in visita ai cimiteri americani, qualcuno parteciperà alle celebrazioni ufficiali, qualcun altro, scriverà sul proprio blog. Tutti a ricordare una liberazione. Quella dello stato italiano. La nostra civiltà ha sempre dato grande valore alla libertà: dai tempi delle Guerre Persiane in poi, l’essere libero ha assunto forme e sfumature differenti: libertà di pensiero, libertà dallo straniero, libertà di religione, libertà dal peccato etc. . Tutte libertà diverse e, per chi crede in esse, imprescindibili, per ottenere le quali l’uomo ha trovato, di volta in volta, mezzi nuovi. Tutti questi mezzi, senza scendere nel dettaglio, richiedono disciplina, coraggio e sincerità verso sé stessi: la libertà, infatti, significa in primo luogo non rispondere a nessuno se non la propria coscienza e, quando questa è sporca, si comincia a rispondere ad altrui dettati. La libertà implica anche che ogni giorno ci si debba misurare con sfide nuove, si tratti di scegliere una facoltà universitaria o se fondare un nuovo Stato. Scegliere significa, abbiamo dimostrato, avere libertà. Ma significa anche avere coraggio e la disciplina di cambiare. Una scelta, qualsiasi essa sia, ci cambia e la frattura che essa genera rimane indelebile dentro di noi imponendoci una quantità di riflessioni senza le quali qualsiasi opzione noi intraprendiamo è destinata ad un mero e triste fallimento. Sessantaquattro anno or sono, l’Italia si trovava a pagare scelte prese con troppa licenziosità da una classe dirigente mediocre e incapace, ritrovandosi, poi, ridotta a poco più che un cimitero. Tuttavia, quella stessa Italia, dopo l’8 settembre avviò un grande processo di revisione sociale che la portò, quasi due anni dopo a liberarsi e il 2 giugno del 1946 a decidere per la Repubblica che, dopo quasi altri due anni di riflessioni, si dette una costituzione stabilendo, in maniera definitiva, che l’Italia sarebbe diventata una grande democrazia creando un sistema che pensa e costringe anche le masse a prendere parte al ragionamento. Grazie a queste scelte, una classe politica di ineguagliabile valore e cifra morale fu in grado creare le condizioni affinché un sistema economico e politico quasi del tutto inesistente potesse svilupparsi. Uno degli effetti di queste scelte fu la leggenda del boom economico. Tutto questo fu possibile anche grazie al fatto che accanto alle truppe alleate abbiano combattuto persone che a malapena sapevano leggere e scrivere, ma avevano chiara l’idea di un paese libero e democratico senza eccezioni. Questo fenomeno si chiama resistenza. Ma che oggi il nostro Paese sia libero e possa vantare una sua identità nazionale, lo si deve anche a Marzabotto, Sant’Anna di Stazzema e a persone umili come Norma Parenti, eroina della resistenza dell’Alta Maremma che pagò con più della vita la sua scelta di essere staffetta partigiana. Queste atrocità, alla pari di quello delle Foibe e del triangolo della morte, si muovevano contro la democrazia e si rivelarono scelte sbagliate e intollerabili. Ma altri scelsero per il meglio: così fecero decine di migliaia di soldati italiani internati dopo l’Armistizio nei lager i quali preferirono molti mesi di enormi privazioni, piuttosto che sparare contro i compatrioti. Scegliere per il meglio è spesso drammatico, ma grazie anche a queste scelte, il nostro Paese nasce con la coscienza tutto sommato pulita. De Gasperi e, in generale, Togliatti a parte, i leader di quello che verrà definito arco costituzionale, seppur nell’ambito di un’alleanza molto spostata verso occidente, erano talmente liberi da poter trattare con l’Unione Sovietica l’acquisto del petrolio dando vita ad uno scandalo mondiale. Tutto questo era possibile perché in quel magnifico periodo della storia d’Italia c’erano uomini i quali, in situazioni ostili e non senza sofferenze, avevano osato scegliere consci del fatto che la libertà a qualsiasi latitudine e in qualsiasi periodo storico costa. Questo è il significato del 25 aprile, il giorno nel quale le speranze di un Paese si avverarono dando vita ad un percorso che, tra alti e bassi, ci ha portati qui e ci porterà verso nuove sfide che dobbiamo avere il coraggio di raccogliere.  
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