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Incazzàti

aprile 26, 2007

Porca miseria, che casino sta succedendo in Italia! Le BR non solo sono tornate ma stanno facendo breccia nella società facendo emergere il dato che, oggi, col cazzo che si scenderebbe tutti in piazza per chiedere la liberazione di Moro, ma qualcuno sicuramente scriverebbe sul muro "uccidetelo". Questa cosa mi fa venire i brividi perchè significa che qualcosa in questi quasi trent’anni si è rotto per davvero. Il problema è che si è creato un clima di tale caos dove qualsiasi forma politica offra rigore e ordine viene sposata da chi appartiene ad un a generazione cresciuta  nel disordine più generale. Non è un caso che le Brigate Rosse tentino di fare proseliti presso le Università. Non è un caso che tanti miei coetanei votino AN e non è un caso che si moltiplichino i siti internet di estremismo politico. Stiamo arrivando alla resa dei conti: Prodi e Berlusconi non si candideranno alle prossime elizioni e nei partiti non si sa cosa succederà. E’ nato il Partito democratico senza un perchè, mentre i consumi alimentari diminuiscono. Lo scacchiere politico si è semplificato, quello sociale no. I sindacati non si sa più a cosa servano e il paese sta perdendo tutte le sfide che la globalizzazione ha posto. Non si può andare avanti così. Non si tratta di cedere agli estremismi: all’Italia servono personaggi come Bismark, Churchill, Tutcher etc. Persone capaci di decidere a prescindere dal consenso ni confronti delle loro azioni  perchè quello che la gente comune chiede  è di avere una esistenza priva di problemi, una sicurezza sociale. In altre parole, la gente chiede che venga applicato l’Articolo 1 della Costituzone nel quale il nostro Paese si impegna a permettere che, attraverso il lavoro, i cittadini possano realizzarsi e cercare un loro scampolo di felicità. Non si tratta di istanze complicate da raggiungere: basterebbe che ognuno cercasse di contribuire con le proprie capacità. Basta col disfattismo del "tanto va tutto a rotoli". I cittadini siamo noi e dobbiamo avere il coraggio di rimettere in piedi questa baracca chiamata Italia e di provare a trasformarla in una villa. Questo lo si fa solo con pragmatismo, quindi, con idee chiare e fondate sulle nostre esperienze e capacità. L’incazzatura collettiva che ha pervaso il Paese, deve essere trasformata in voglia di cambiamento. Le rivoluzioni non servono a niente: la gente deve rendersi conto di essere parte del Paese e che è lei ad andare a votare. Le televendite elettorali sono arrivate al capolinea. Così come il populismo e la demagogia e la politica attuale. Sarà la mia generazione in grado di raccogliere questa sfida?

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3 commenti
  1. LucaScialo permalink
    aprile 26, 2007 5:46 pm

    Speriamo…Del resto se siamo qui liberi di parlarne e lo facciamo già è qualcosa, ma devo anche dirti che io, che sono un pò più grande di te (25 anni), vedo attorno a me solo deserto quando voglio parlare di politica…Tanti nostri coetanei se ne fregano e ciò favorisce solo i potenti…Ciao 🙂

  2. asia256 permalink
    aprile 26, 2007 7:05 pm

    A L A L A Z E I N !
    Questo blog è nato dalla volontà di tre ragazzi; tutto ciò nasce dalla voglia di lanciare il loro grido di battaglia, il loro forte grido di opinione, libera da schemi e da vari politically correct!

  3. RobertoSANTUCCI permalink
    aprile 26, 2007 11:27 pm

    Ciao Francesco.
    grazie per la Tua gentilezza.
    Roberto Santucci

I commenti sono chiusi.