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Missili, Russia e gas

aprile 29, 2007

Gli Stati Uniti hanno completato con successo un test sui sistemi antimissile dei quali saranno dotate le navi della US navy. Il test si è svolto lanciando due missili Cruse che sono stati abbattuti da due intercettori lanciati da un incrociatore. Molto bene. La Russia sta sviluppando missili ultrasonici, rendendo quasi inutili gli sforzi di creare una barriera insormontabile e, possiamo giuraci, tra qualche anno, tali tecnologie saranno vendute a Cina e, magari Iran. Ma al di là di queste congetture da centro di studi strategici, quello che colpisce è lo spiegamento delle batterie antimissile che verrà attuato dagli Stati Uniti in Europa Orientale. Una configurazione, probabilemente filgia di piani pre-1989, la quale, politicamente significa che l’occidente non si fida nè della Russia nè di Putin. Ed in parte è così: l’est-Europa è diventata un terreno di scontro tra la quinta economia mondiale, quella Russa, e la seconda, l’Europa. Divisa su tutto, ma non nella preoccupazione che la non molto ex Unione Sovietica possa spostare il baricentro della sua politica verso occidente, mettendo in seria difficoltà la sponda del continente fedele alleato degli Stati Uniti. Gli iteressi in gioco sono tanti. La questione da chiarire subito è la sicurezza degli approvvigionamenti energitici e fino a che punto possiamo permetterci di giocare politicamente con essi. In Italia il problema ce lo siamo posto ed è stato varato un piano per la costruzione dei rigassificatori. Tuttavia, la partita è ancora apertissima perchè i rigassificatori ci vuole tempo a farli, mentre chiudere un rubinetto è la cosa più facile di questo mondo. Non considerando che è interesse anche degli Stati Uniti che lo scacchiere europeo si semplifichi alla svelta, riducendosi da venticinque stati indipendenti ad un’unica grande democrazia. Lo scudo antimissile può avere anche questa utilità. Cioè, può essere un segnale lanciato a Mosca con il quale si afferma che l’Europa e il suo assetto geopolitco è una questione che va gestita dall’occidente e che la Russia è considerata, giustamente, un protagonista non gradito.

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