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Come la ricerca produce ricchezza

maggio 2, 2007

La ricerca è una faccenda dannatamente seria. Ed è tanto seria che dalla politica non viene recepita come tale. E neanche dalla media classe imprenditoriale che, anzi, la vede come una somma rottura di coglioni. Le Università non possono spendere o hanno altre prioità ed ecco che la frittata è fatta. Vicino Pisa, a Navacchio, si fa l’opposto: è stato costruito un polo dove si fa ricerca e ricerca applicata nel quale operano tante piccole aziende ad alta tecnologia. Questa bella realtà ha due problemi: le imprese che operano lì sono piccole e questa struttura è un’iniziativa isolata. Se le università facessero sistema, tuttavia, allora sì che la ricerca diventerebbe un’industria. Avere più università che collaborano significa avere laboratori più grandi, più difficili da gestire e che possono dare occupazione a più tecnici anche non laureati. Di più, gandi aziende ad alta tecnologia potrebbero investire in loco, iniziando partnerships con gli Atenei coinvolti nell’iniziativa. Basterebbe che le Università italiane la smettessero con il campanilismo che imperversa nel nostro paese. L’industra ad alta tecnologia e a basse emissioni è il futuro, per quanto riguarda i Paesi economicamene sviluppati. E lo è soprattutto in zone depresse: la STM ha fabbriche nel Sudche generano occupazione. La stessa cosa vale per Alenia in Abruzzo. Tuttavia, il sogno è che nelle zone dove l’industria non esista, possano seguire il modello irlandese. L’Irlanda, paese povero fino a qualche tempo fa, ha deciso di aprire le porte  ad aziende dell’hi-tech senza pregiudizi ideologici, trasformandosi in una nazione capace di entrare nell’Euro insieme a paesi come la Germania. Soltanto che, se in Italia, oltre che a condizioni fiscali vantaggiose, si promovesse la collaborazione con le Università, potremmo ambire a standard di ricchezza pro-capite più alti al mondo. Questa è la strada. L’alternativa è di trasformarci in un avamposto del Nord-Africa in Europa.

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2 commenti
  1. giovanevecchio permalink
    maggio 2, 2007 7:41 pm

    L’ Italia è già un avamposto del Nord Africa in Europa.

  2. VivaSansepolcro permalink
    maggio 3, 2007 3:18 pm

    Grazie della visita, molto gradita!Come è gradito leggere questo post, che condivido in pieno!Vivo in una valle, la valtiberina, separata dal confine di Regione tra Toscana e Umbria…a sentire gli amministratori delle due parti sembrano due mondi lontani qualche anno luce!ciò che dici è sacrosanto e dovrebbe essere applicato ulle Università come agli altri enti pubblici. Servirebbe poi che il Governo puntasse con decisione sulla Ricerca…ma questa è un’altra storia…

I commenti sono chiusi.