Skip to content

2007, guerra nucleare e non violenza

maggio 18, 2007

Con i proporiti di riarmo della Russia e gli avanzati programmi nucleari di paesi come Corea del Nord e Iran ed una sempre maggiore influenza cinese neigli equilibri globali, il rischio di una guerra atomica si fanno sempre più elevati. In questo quadro, si rende sempre più importante un cambio di orizzonti della politica esterea dei singoli paesi, prendendo sempre più in considerazione il rispetto della vita umana e del nostro pianeta come unico fine, mettendo in secondo o terzo piano la famigerata ragion di stato. Cosa significa la locuzione ragion di stato? Si intende per ragion di stato la conservazione e lo sforzo teso ad essa degli apparati statali prescindendo da qualsiasi altra cosa. La ragion di stato si rivela in tutta la sua stupidità quando si gioca con la vita delle persone. Dal caso Moro alla guerra nucleare, in nessuno di questi casi si sarebbe dovuto o si dovrebbe fare appello alla ragion di stato perchè non c’è vita umana che valga la conservazione degli apparati statali. Soprattutto quando la ragion di stato mette al rischio la sopravvivenza di un intero pianeta. Mettiamo caso che stanotte un dottor Stranamore lanciasse un attacco nucleare su vasta scala dalla Cina cerso Stati Uniti, Russia ed Europa. Ebbene, Francia, Regno Unito, Stati Uniti, Russia e India non esiterebbero ad armare i loro missili e lanciarli contro la Repubblica Popolare asiatica. Questa guerra, combattuta in poche ore, provocherebbe perdite enorme tra i civili di mezzo mondo e una catastrofe ecologica di dimensioni inimmaginabili che, nel lungo periodo, potrebbe portare all’estinzione di gran parte delle forme di vita esistenti. Questo massiccio attacco da parte del dottor Stranamore con gli occhi a mandorla basterebbe di per sè a fare grandi danni, ma, da solo, non comprometterebbe le sorti della Terra. Ecco che si pone un nuovo problema: è conveniente o no reagire ad un attacco nucleare? La risposta non può che essere negativa: il comandamento "porgi l’atra guancia" sembra pensato apposta per questo tipo di situazioni. Il che significa che la classe dirigente mondiale deve cominciare a trovare un modo diverso di gestire i rapporti internazionali. Se, un tempo, per fare milioni di morti ci volevano anni, oggi, basta pigiare un bottone ed inserire un codice. Tanto basta. E, mentre fino alla fine degli anni ’40 il novero delle potenze nucleari ammontava ad una sola, oggi è impossibile stabilire il numero dei paesi in possesso dell’arma atomica: quasi tutti i paesi Nato hanno all’interno del proprio territorio bombe atomiche e i piloti dei Tornado italiani sono addestrati ad utilizzarle. Il che significa che anche l’Italia è una potenza nucleare. Questo stato di anarchia nucleare significa che ogni minima crisi regionale può trasformarsi in guerra atomica. L’unico modo per prevenire guerre nucleari è non combattere più. Le cancellerie, in particolare quelle dei cinque membri mermanenri del Consiglio di Sicurezza della Nazioni Unite, devono cominciare a prendere in considerazione la non violenza come mezzo per gestire le crisi internazionali. Solo così, si può fare in modo che il doomsday clock non arrivi a mezzanotte a causa della stupidità di qualche dottor Stranamore. 

Annunci
One Comment
  1. LucaScialo permalink
    maggio 18, 2007 10:01 pm

    L’arma atomica fa paura da più di 60 anni e speriamo resti solo una minaccia…Ciao 🙂

I commenti sono chiusi.