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Italia a due velocità

maggio 22, 2007

Luna Rossa, la Ducati e la Ferrari vanno. Viva Dio, almeno loro sembrano avere individuato una strada  che ha portato queste espressioni dell’industria nazionale a primeggiare nelle competizioni sportive dove la tecnologia e il fattore umano servono e vengono espressi al massimo livello. Nel resto del nostro sistema produttivo le cose non vanno bene: tra ingegneri e ricercatori assunti a progetto e un sistema buocratico orribile, il sistema-paese non riesce a stare al passo con i tempi. E’ sempre la stessa storia: in Italia abbiamo le teste, non tutto il resto. Il tutto il resto non lo abbiamo a causa di un sistema produttivo nato male e sviluppatosi peggio fatto di piccole imprese familiari dove la ricerca e il merito sono visti la prima come un investimento inutile il secondo come una bischerata. Questo ha fatto sì che la piccola classe imprenditoriale, quella che dopo la mattanza sociale berlusconiana si chiama "classe media", si sedesse in un bengodi fatto di evasione fiscale, privilegi feudali e delocalizzazioni facili. Tanto bene avrebbero fatto queste imprese a fallire, incapaci come sono di fare sistema, di mettersi in rete e rinnovarsi. Il capitalismo italiano non è impresentabile perchè dominato dalla finanza:  impresentabile perchè un gruppo di peracottai è diventato classe dirigente e ha disrutto un Paese che, tra anni ottanta e novanta, era un leader nel panorama industriale europeo con punte d’eccellenza, come la Fiat Ferroviaria, la SETRA e altre le cui invenzioni, andate a finire chissà come in Francia, hanno impresso un marchio indelebile sullo sviluppo tecnologico del decennio passato. Tutto questo è andato in rovina perchè, nel caso di SETRA e Fiat Ferroviaria (entrambe del Gruppo Fiat) non c’è stato nesun imprenditore italiano capace di intuire quali prospettive avessero quelle aziende comprate da Alcatel, SETRA e da Alstom, Fiat Ferroviaria. Le punte d’eccellenza ci sono, in Itailia. Ma mai come ora esse sono isolate. Ma la cosa ancor più scandalosa è che questi gioielli sono quasi tutti in mano pubblica. Gli imprenditori italiani sono capaci soltanto di chiacchiere, evidentemente. Quindi, non resta altro che goderci Luna Rossa, la Ducati e la Ferrari, illudendoci che facciano da vlano per il nostro Paese.

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