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Elesciondei 2007

maggio 30, 2007

Le ultime elezioni amministrative sono state vinte dal centrodestra. Non ci piove. Ma chi ha perso davvero è stata la politica. L’aver dato a questa tornata elettorale, l’averla considerata un voto sul governo significa che le amministrazioni locali non contano un cavolo e il 30% di astensione significa che un sacco di gente si è rotta di questo sistema politico. Tanto aver dato un valore politico alle elezioni di domenica quanto l’astensionismo significa che la politica italiana è alla frutta. Ancora di più, che il potere esecutivo abbia il primato su quello legislativo e quasi il monopolio dell’iniziativa legislativa e che il governo non sia in grado di sostenere una qualsiasi dialettica bidirezionale col parlamento è un altro segnale di crisi preoccupante. Inoltre, non va dimenticato il delicato capitolo dei poteri forti. Che, nella democrazia liberale contemporanea, esistono e con i quali è necessario confrontarsi. In altre parole, in Italia esiste un vero problema di governabilità apparentemente insolubile. I legislatori si illudono di risolverlo con una nuova legge elettorale ma la verità è che senza un consenso nella società civile può fare un cavolo. E, per acquistarlo, è ora che gli attuali politici si levino dalle scatole e lascino il posto a persone veramente competenti, non animali da talk show

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