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Il mio nome è Coyote, Willy il Coyote

giugno 7, 2007

6 Giugno 2007. Tesa seduta in Senato, l’opposizione vuole distruggere il governo. Padoa Schioppa ha paura. Ma, alla fine regge bene l’urto. Il Generale Speciale si è comportato scorrettamente, è un mascalzone e bene abbiamo fatto a togliorlo. Questa, la sostanza del messaggio del ministro dell’economia. Cosa rimane, nel day-after di questo sconfortante caso? Rimane un’opposizione alla ricerca di ogni pretesto per screditare Prodi e il centrosinistra che, stinchi di santo non sono, ma, quantomeno sanno manovrare e sanno difendersi alla grande. Ci sono stati errori nella gestione della faccenda-come mai Speciale era stato destinato alla Corte dei Conti-ma, in generale, la banda Berlusconi non può continuare a tentare di dare spallate ad un governo debole ma non stupido. Tuttavia, è quasi dieci anni che l’establishment del centrosinistra è bersaglio delle accuse del centrodestra: Telecom Serbia, dossier Mitrokin e scandali Telecom Italia. Tutte armi potentissime e che, anche se in un secondo tempo si fossero rivelate false, avrebbero comunque potuto sconvolgere gli assetti politico-istituzionali italani. Non è successo per l’incapacità dell’ala conservatrice e neofascista che imperversa in Italia da anni. E questa incapacità è tale che il suo leader, Silvio Berlusconi sembra diventato una specie di Willy il Coyote delle aule parlamentari.

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