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Legge 40

agosto 8, 2007

Da che parte stare, quando si parla di questioni bioetiche, in particolare quando si parla di questioni inerenti la gravidanza. Le questioni inerenti questo argomento sono due: l’aborto e la fecondazione assistita. Il problema che affroneremo è il secondo. La fecondazione assistita nasce dall’esigenza di aggirare l’handicap della sterilità e dalla necessità di permettere a persone portatrici sane di malattie genetiche di avere figli. Queste due motivazioni indicano un approccio culturale sbagliato nei confronti della gravidanza mettendo al centro del dibattito i genitori e non i figli. Sono i genitori che hanno dei figli, quasi come se questi fossero degli oggetti del desiderio. Degli oggetti, degli status symbol senza i quali non si può vivere. Premesso che avere un figlio non è un’esperienza che possiamo definire nostra. Ma, a maggior ragione, crediamo che la nostra opinione sia degna di ascolto. Ebbene, i bambini sono una cosa meravigliosa qualsiasi problemi essi abbiano e non è scritto da nessuna parte che una coppia, una donna o una qualsiasi entità debba per forza avere un figlio. La maternità non è un diritto, è un dono che può essere o non essere ricevuto. Molte persone avrebbero la necessità di camminare, ma, per problemi fisici, non riecono a compiere tale azioni così come una donna o un uomo sterili non possono avere figli con il loro patrimonio genetico. La vita non è detto che sia giusta. Solo che, mentre il problema di avere due gambe che non funzionano è  inerente solo all’individuo, il problema di avere dei figli riguarda più persone: coloro che forniscono i gameti ed il nascituro. Chi è il più debole dei tre? Colui o quella roba-a seconda di come la si pensi- che dovrà nascere, che sarà essere umano. E, in quanto non può difendere i suoi diritti, questo qualcosa di poche cellule deve essere tutelato il più possibile nella consapevolezza che chiunque ha una chance di sopravvivere. Non è eticamente accettabile che si facciano otto embrioni e, come i proiettili di una pistola, vengano sparati dentro una donna nella speranza che attecchiscano. Ma è altrettanto problematico costringere una madre a partorire tre gemelli. E’ criminale mantenere in frigorifero tanta potenzialità di vita. E’ altrettando deprecabile distruggere il fisico di un essere umano. Ma quale deve essere il diritto principale, quello che deve muovere le coscienze dei medici e dei legislatori? Quello della madre di avere un figlio o quello del figlio di nascere? Il diritto alla vita o il diritto alla maternità? Quello alla vita.

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