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casa

settembre 8, 2007

Voglio una una stanza. Singola, preferibilmente non umida, dove si possa studiare e vivere in maniera decorosa e semplice. Cosa devo fare? Mi rivolgo all’Azienda per il Diritto allo Studio che mi dà informazioni sbagliate e frammentate facendomi lentamente scoprire che delle stanze segnalate sul sito due erano state affittate, una non era in affitto, un’altra era una topaia, un’altra ancora era stata già vista e sarà già vista da altre persone. Tutte queste scoperte sono state fatte nel giro di 2 mesi nei quali i signoroni dell’ Agenzia Regionale per il Diritto allo Studio di Firenze hanno avuto il tempo di aggiornare il sito, raccogliere informazioni-non datemi- e di andare in ferie, mentre io e la mia famiglia stavamo impazzendo. L’ultima delle case citate, l’ho visitata ieri e che non era completamente disponibile l’ho scoperto stamattina. Le lezioni del mio corso di laurea inizieranno il 17 settembre. E sono ancora senza casa. Questa situazione mi ha causato:
1.acidità di stomaco pari a quella dell’acido fluoridrico
2.mal di testa
3.occhi rossi
Insomma, mi ha fatto incazzare come una bestia. La morale della storia qual è? Non fidarsi del pubblico e, se si vuol fare gli studenti fuorisede, montarsi una tenda e dormire in un parco pubblico. Io, mi accontento di una tettoia di eternit. Almeno, sembra un tetto.

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