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Firenze, un anno dopo

settembre 25, 2007

Vivo a Firenze da un anno, circa. Ufficialmente, sono tornato a vivere dai miei, in Maremma, da maggio ai primi di settermbre du quest’anno, ma è come se non fossi andato mai via causa la mia ragazza fiorentina e altre faccende che mi legano a questa città. E’ giunto il momento di fare un bilancio. Non tanto dal punto di vista umano, quanto riguardo le problematiche che questa città pone al malcapitato che ci viene a vivere. Malcapitato perchè a Firenze si vive male: traffico, smog, criminalità, lavori continui, favaggine-tr:stupidità-degli amministratori, favaggine dei cittadini, favaggine della socità civile. Iniziamo dal mondo delle idee, di solito più facile da osservare, visto che non si tratta di affrontare cose concrete. Allora, quale dovrebbe essere il compito di una società civile moderna? Guidare il cambiamento ed indirizzare la classe politica ad operare sempre di più per il bene del cittadino. Uno dei modi in cui la società civile manifesta il suo potere è la cultura. Teatro Comunale, Amici della Musica e poco altro, a Firenze non esistono iniziative di rilievo. L’ultima è stata una mostra di Cezanne. Bella, ma pubblicizzata quanto quella delle opere di Desiderio da Settignano. Dotatissimo scultore, ovviamente, ma vissuto sei e dico SEI  secoli fa il cui apporto alla cultura occidentale non è sicuramente pari a quello del pittore francese. Cosa significa questo? Significa che Firenze preferisce guardare al suo glorioso passato piuttosto che mettersi in discussione e mettere le premesse per un altrettanto glorioso domani. Questo modo di ragionare fa sì che la città si isoli e perda continuamente opportunità. A Firenze c’è abbondanza di accademie, centri studi e gabinetti che qualcosa offrono-il Gabinetto Viessaux è un esempio-però manca qualcosa, l’elemento che fa sperare nel futuro. Manchiamo noi giovani. Firenze è una città vecchia dove il puzzo di fumo rivaleggia con quello di vecchio. I vecchi, ovviamente, sono la punta della conservazione. Ma quando il loro modo di ragionare si trasmette ai giovani, allora ecco che il casino si manifesta in tutta la sua drammaticità. I giovani sono assenti e quando sono, sono asserviti al sistema. Eppure, miei coetanei che si occupano di politica, arte e musica ci sono. Sarebbe bello riunirli in un’organizzazione che offra alla città un motivo per mantenere il blasone che la città sta, giustamente, perdendo. Il fatto di sperare nel futuro, può far anche presagire che le opere pubbliche servano a qualcosa. A Firenze, i cittadini non vogliono, nell’ordine:

1. Tramvia
2. Tav
3. Corsie preferenziali per i bus

opere pubbliche che, tangenti a parte, servono a ridurre il traffico su gomma e a togliere-almeno nella teoria-un bel po’ di auto dalla strada. Per ottenere questo obiettivo, tra l’altro, i progettisti delle opere di cui ai punti 1 e 3 hanno pensato di eliminare i parcheggi, scatenando l’ira dei cittadini. Premesse che l’ira è comprensibile, sono state prese altre scuse per fermare queste opere pubbliche, una delle quali il taglio degli alberi per la linea 2 della tramvia. Questa mobilitazione ha portato alla ribalta personaggi che hanno acquisito un grande potere che non si sa come verrà gestito nei prossimi anni. Stessa cosa per l’Alta Velocità che, però, non ha incontrato grandi movimenti di protesta. Sai com’è, è più importante che mi salvino il parcheggio sotto casa, no? Ma amen, tanto il centro è bello ed è un piacere passeggiarvi. Forse, perchè il centro è bello davvero, ma la notte cambia faccia. Sfido chiunque a passeggiare tranquillamente tra San Lorenzo, Via Nazionale, Santa Maria Novella e Santa Croce, per non parlare di Piazza della LIbertà, di Piazza San Marco, San Frediano. Ragazzi, guardatevi le spalle e uscite presto di lì se non volete finire accoltellati. Che dire, poi dei venditori abusivi MAI SERIAMENTE CONTRASTATI, dei lavavetri etc.? Esiste un problema di sicurezza che qualcuno deve garantire. Come mai, dopo le nove di sera, mo deve essere imperdito di passeggiare dove voglio a causa di teppisti da quattro soldi che, con il coltello in mano, diventano pericolosi. Perchè non devo essere libero di farmi gli affari miei quando sono fermo al semaforo senza che qualche schiavo del raket venga a rompermi i coglioni cercando di lavarmi un vetro che, magari, mi hanno pulito (gratis) quando ho fatto il pieno mezzo litro di carburante fa? La situazione della città è drammatica ed orripilante. E non può andare avanti così. L’unica speranza è che la gente smetta di piangersi addosso, lamentarsi e remare contro ogni iniziativa, perchè è questo che, più o meno chiaramente, accade. Se la società fiorentina, le persone che la abitano la smetteranno di contemplare il loro passato e stracciarsi le vesti per ogni novità e sacrificio, forse Firenze ha la speranza di vincere la sfida del III Millennio. Altrimenti, sarà condannata ad essere sempre e solo la brutta copia di quello che è stato secoli e secoli fa.

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One Comment
  1. LiLLyKiSS permalink
    settembre 27, 2007 2:22 pm

    Hai visto il David che piange il passaggio della tramvia? Sì, l’abbiamo visto insieme. Troppo belli questi cartelli, che dimostrano come la pensa la mia città. E certo, perché non si possono buttare giù due alberelli stentati e intossicati (_come noi_ Corna_), perché depurano l’aria. E intanto gli stessi che si legano, anzi incatenano ai tronchi appoggiano tranquillamente il sedere sui comodi sedili delle loro automobili, e, nel migliore dei casi imprecano contro un autobus che passa troppo in ritardo. Ma non capiscono che tramvia &Co DIMINUIREBBERO lo smog? Io, intanto, quando cammino per le strade ho paura a respirare per paura di restarci intossicata. Ce ne andiamo in campagna?
    poi, sai, per cambiare argomento, mi ha stupito la presenza di una mostra di Cezanne (che ho potuto visitare, anche se a prezzo pieno perché non potevo dimostrare alla burocrazia che ero studentessa di liceo). Poi però ho ragionato che anche questo pitttore sta diventando, passtevi il termine inadatto, “classico”, nessun quadro dipinto 2 anni fa troverebbe posto a Palazzo Strozzi. E questo perché Firenze crede che rimanere avvinghiati al passato sia un modo per attrarre turisti. Ma non sono sicura neanche di questo, Firenze è attaccata al suo bel Rinascimento. E solo quello è bello.
    Mi asfaltate le vie del centro (via de’ Cerretani per esempio)? O no perché i cubetti viola-marroncini sono retaggio del tempo che fu, e quindi “belli”?
    A parte questo, su Firenze ci sarebbero tante cose da dire. Dirò l’ultima, cioè che per trovare uno straccio di “moderno” bisogna andare nella periferia universitaria _Novoli, anche_, ma siccome le spese per quelle costruzioni non sono importanti, esse fanno decisamente schifo (almeno nella maggior parte dei casi).
    Ammetto che i fiorentini hanno nell’anima l’estetica dell’antico, non butterebbero via mai niente, come non costruirebbero mai qualcosa di innovativo in centro. E, in fondo, a tutti noi va bene così. Il problema sta qui.

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