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Cercando i giovani

ottobre 6, 2007

I giovani dove sono? Troppo impegnati e compromessi con l’establishment. Questo emerge dal meeting dei Circoli per le Libertà e dalla fondazione del Partito democratico. In entrambi i casi, i giovani fanno il verso ai loro modelli di riferimento tanto quanto i Brambilloidi quanto i sostenitori di Veltroni. Il problema più grande è che mentre la Brambilla parla per slogan e Veltroni parla di contenuti, i giovani seguaci di Veltroni non parlano. E’ un problema enorme perchè come non si può non accettare il confronto dentro un partito democratico? Questo è politicamente ingiustificabile. Qualche settimana fa, ero ad una conferenza del futuro segretario del Pd e volevo sapere chi diavolo fossero dei fighetti da strapazzo che sembravano i padroni della sala. Io ho provato a chiedere a loro chi fossero e, sostanzialmente, non mi hanno risposto. Io, elettore, chiedevo a loro, dirigenti di partito, chi diavolo fossero. Non è un problema di cortesia, è un problema di atteggiamento e di rispetto nei confronti di chi mi permette di avere un determinato potere. Forse, non indosserò camice di Ralph Lauren o non sarò mai stato a Chicago, ma ho una preparazione politica che mi dice che la comunicazione è importante a tutti i livelli e NON E’ SOLO UN FATTO ESTETICO: imitare Veltroni nella forma è inconcludente. A fare da contr’altare a questi bambocci finto-democratici, ci pensano i finti-liberali della Brambilla che null’altro fanno che ripetere gli slogan di Berlusconi. Ma allora, ci stiamo prendendo in giro? Tutti vogliono fare spazio ai giovani, ma i ragazzi che emergono sono solo degli opportunisti di quinta categoria che sono facilmente manipolabili da parte di chi detiene ora il potere. Servi della casta che, quando saranno loro casta, non faranno nulla per essere ricordati , nè faranno niente per il bene supremo del Paese impegnati come sono a scimmiottare i leaders di riferimento. La farsa dei giovani impegnati in politica prosegue nelle università dove non esiste più una rappresentanza decente degli studenti. Nessuno che, tra gli studenti, abbia voglia di migliorare una situazione che rosea non è. Insomma, è necessario che quello che di buono abbiamo da esprimere noi ventenni lo esprimiamo. Io non vedo l’ora. E voi?

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