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Problemi con Dio

ottobre 19, 2007

Tutto è vanità. Qualsiasi cosa noi costruiamo pensando all’avvenire è destinata a disperdersi, a sparire, a morire col tempo. Anche i nomi più grandi della storia si appiattiranno nel nulla del futuro che attende il mondo inteso come entità materiale, come roba, come quello che conosciamo. Il problema è che esiste un universo di cose che non conosciamo. Un universo di domande alle quali non siamo in grado di dare risposta. Il nostro senso, il senso dell’essere qui e della nostra natura transitoria. "Si sta come d’autunno/sugli alberi le foglie", ma le foglie, in fondo, si trasformano per trasformarsi, per assumere nuova vita. Ma il ciclo dell’esistenza prima o poi si interromperà per tutti e anche la speranza che qualcosa ci sopravviva è insensata, se la rapportiamo alla dimensione dell’eternità e dell’infinito. Questo è quello che ci dice la termodinamica e, in generale, la scienza, secondo cui l’universo tende a trasformarsi in un luogo freddo e inospitale dove nessuno scambio di energia sarà possibile e, quindi, la stessa vita non esisterà più. Qui si pone un primo problema: qual è la vera dimensione dell’uomo? Quella della contingenza o dell’eternità? Prima di rispondere a questo quesito, bisogna capire una cosa: se siamo qui per un disegno divino, oppure siamo un frutto del caso e della probabilità. In fondo, la fisica moderna da Heisemberg in poi ci insegna che non esiste nulla di certo al cento per cento. La nostra stessa posizione, quando siamo davanti al pc, è impoissibile da dimostrare se ci consideriamo come funzioni d’onda e, quindi, per quando ne sappiamo, possiamo aver fatto il giro del mondo senza rendercene conto. Ebbene, la probabilità è la legge di natura. Questo faceva infuriare Einstein, ma la fisica quantistica, in fondo, dice questo. Questo discorso abbastanza cervellotico ci serve per capire che il problema del disegno intelligente e, quindi, dell’esistenza di Dio può essere compatibile col mondo della probabilità. Il problema di Dio e della sua esistenza è, quindi, insondabile con i mezzi della razionalità pura. Solo il fatto che noi, esseri creati ad immagine e somiglianza di Dio, possiamo creare situazioni anche matimatiche nuove e inaspettate, può darci qualche indizio che, forse Dio c’è e che la nostra creatività ne è la sua emanazione nei nostri confronti. Forse, ma abbiamo una grande probabilità di sbagliarci. Allora, necessitiamo di altri strumenti. Uno su tutti, la nostra fede. I problemi della fede sono tanti. Primo, che il nostro credo può essere definitivamente provato solo dopo la morte e non sono in molti quelli che possono raccontare questo momento. A parte che ci sono tante cose che mi legano a questa vita e, quindi, mi girerebbe abbastanza perderla! 😀 Ma, facezie a parte, la religione è l’unica disciplina che ci permette di dare un senso al mondo. Il cristianesimo ci riesce meglio di altre anche perchè, nella confessione cattolica, offre prove concrete del passaggio di Dio sulla terra. Dalla Sindone alle varie apparizioni mariane, a prodigi di ogni genere, il cattolicesimo propone esperienze mistiche e teologiche in fondoi convincenti. Si guardi la Sindone. Che cos’è? E’ un telo di lino bianco su cui è raffigurata una persona crocefissa intorno al 30DC con annesse flagellazioni e macchie di sangue. Non è dipinta e non si sa come si sia formata. E’ stata datata con il C14, ma la datazione, a cavallo tra XIII e XIV Secolo non convince, se pensiamo che il telo di Torino contiene informazioni tridimensionali. In un’epoca dove a fatica si conosceva la prospettiva e dove non si sapeva nulla della romanità antica, è difficile pensare che si siano potute riprodurre le flagellazioni e le ferite della crocifissione così come nelle modalità studiate con i metodi dell’archeologia, ma così ben riprodotte sul lenzuolo di Torino. Un’origine trascendente di questo telo è sicuramente probabile. Non è molto, ma è una speranza alla quale appigliarci. Così come lo sono le stimmate di Padre Pio che erano vere e ispiegabili e, se queste non lo hanno condotto alla morte per dissanguamento, un motivo ci deve essere. Speranze che sono nutrite da apparizioni mariane che provocavano anche strani movimenti del sole. Insomma, nella religione cattolica ci sono dei fenomeni soprannaturali che sono documentati e che sono esistiti e che una speranza che tutto non sia così insensato, la danno. Speriamo di non sbagliarci.

 

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