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Iran, Usa e i giri di walzer

ottobre 24, 2007

Iran, Russia e scudo spaziale. Che novità. Da un paio di anni a questa parte sembrano questi i principali punti delle agende delle cancellerie mondiali. La telenovela nucleare iraniana si arricchisce di un nuovo interessante capitolo: gli USA renderanno operative le loro strutture in Repubblica Ceca e Polonia per la costruzione dello scudo spaziale solo quando il programma nucleare iraniano assumerà una certa consistenza, quando, cioè, i missili della Repubblica Islamica saranno in grado di colpire interessi statunitensi in Europa e, in secondo luogo, gli Stati Uniti direttamente. A parte che lo scudo spaziale è già stato attivato sulla costa pacifica, a queste condizioni anche i russi possono prendere parte al programma. L’Iran nucleare non piace a nessuno, della Cina non ci si può fidare fino in fondo e la Corea del Nord vai a sapere cosa sta facendo davvero nei suoi siti nucleari. Ma Putin ha promesso al suo popolo un arsenale che nessun’altro sul pianeta si può vantare di avere tale da rendere perforabile anche lo scudo spaziale basato su missili ipersonici e una nuova generazione di armi atomiche. E’ un bluff? A che gioco sta giocando la Russia? Di sicuro non si tratta di poker, ma come nel poker così in politica internazionale le parole contano. E tanto. Ma, se è vero come è vero che Putin e Busch si sono parlati al telefono e il governo russo ha teso una mano concreta- radar in Azerbaijan e basi nel sud del Paese per ampliare lo scudo spaziale-all’amministrazione statunitense un motivo ci sarà come, del resto, ci deve essere un motivo se, mesi or sono, è stata condotta una esercitazione congiunta tra Armata Russa ed Esercito Popolare di Liberazione cinese e qualche giorno fa Putin si è mostrato alle TV di tutto il mondo amichevole nei confronti di Ahmadinejad alla conferenza sul mar Caspio. A che gioco stanno giocando i Russi e, così come loro, gli Stati Uniti? Per quanto riguarda gli USA,l’amministrazione -dimissionaria-sembra limitarsi a guardare la Federazione Russa intrattenere ambigui giri di walzer con chiunque possa aiutarla a raggiungere i suoi ignoti scopi. Ma, forse, il fatto di essere una nazione produttrice di petrolio e una potenza militare pari agli Stati Uniti la sta costringendo, per contingenze sostanzialmente di mercato, ad intrattenere questo pericoloso gran ballo diplomatico con concorrenti nelle forniture di greggio e clienti dei propri idrocarburi. La speranza è che questo vorticoso walzer non dia alla testa a Vladimir Putin e non gli impedisca di tenere in mano una situazione che, altrimenti, rischia di far esplodere tanto di quell’uranio e di quell’idrogeno che sarebbero tanto utili per l’economia mondiale e non andrebbero sprecati per finire di distruggere il pianeta.

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