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Questo è il centrosinistra

novembre 29, 2007

Oggi verrà spostata la Presidenza del Consiglio dei ministri da Palazzo Chigi  al Campidoglio. Questo quanto deciso dal premier-ombra Walter Veltroni. Basta ipocrisise: il sindaco di Roma è il vero capo dell’esecutivo. Le riforme istituzionali sono una sua iniziativa. Veltroni controlla la maggioranza del centrosinistra. Il leader della coalizione è lui, mentre Prodi deve tappare un buco. Farebe bene lo statista emiliano a rinunciare a portare avanti una politica tutta sua e dedicarsi alla gestione degli affari correnti lasciando ad altri, Veltroni in primis, il compito di dare un indirizzo politico al Paese. Questa ipocrisia del governo bicefalo non può andare avanti: qui non l’antica Roma: è l’Italia, democrazia occidentale, dove l’esercizio del governo è affidato ad un organo il più possibile monocratico, il primo ministro. I rapporti tra Prodi e Veltroni cominciano ad essere tesi innescando una bomba ad orologeria per il sistema politico nel suo complesso. Prodi è spacciato, ma ha un vantaggio: non sarà lui, in campagna elettorale, a spiegare agli elettori che il centrosinistra ha fatto un buon lavoro. Questo compito spetterà a Veltroni il quale dovrà dare un segno di discontinuità abbandonando la Cosa Rossa, Mastella e Dini al loro destino trasformandoli in capri espiatori del fallimento definitivo di un progetto di polo progressista che aveva un senso e ha una storia.  E’ stata questa coalizione a portare l’Italia nell’Euro, spuntando una valutazione decente (1936,27ITL=1€) e a dare un decisivo impulso alle infrastrutture (Variante di Valico, Alta Velocità). E’ stata questa coalizione a introdurre un mercato del lavoro flessibile ed è stata sempre questa coalizione a non strumentalizzare il cadavere di D’Antona. Tuttavia, il cancro di questo schieramento sono sempre stati Comunisti Italiani e Rifondazione. Partiti che non rappresentano più nessuno, ma esistono e fanno danni. L’ultimo, la sistematica delegettimazione del mondo che si prefigurano di rappresentare che ha approvato il protocollo sul Welfare. I diniani torneranno a casa, altrimenti rischiano la morte politica. Tuttavia, il Partito Democratico nasce con il peccato originale di essersi comportato come la Dc nei confronti di Tambroni sostenendolo con i voti in Parlamento ma, dove la scatola nera della politica funziona davvero, tramando contro. La resa dei conti tra i due consoli sta per arrivare, mentre il regerendum sulla legge elettorale procede con il suo iter. Già, la legge elettorale. Ora ci si rende conto che il referendum è vicino. La situazione è complicata e i nervi sono tesi. Il Paese è stanco.

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