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Natività

dicembre 23, 2007

E’ Natale. Al di là di denunce sul consumismo o amenità del genere, mi piacerebbe riflettere, da cattolico, su cosa significa il Natale, su dove Nostro Signore nascerà quest’anno. Probablimente, verrà al mondo in un altoforno spento e freddo. Alto Dio sa quanto dove non c’è neanche una mangiatoia dove appoggiare il fagottino di lana e  che, poverino, ha freddo. Bisogna adattarsi. Giuseppe è stanco. Si siede appoggiandosi ad una parete di materiale refrattario. Come sono entrati? In qualche modo, spinti dalla disperazione: le Alpi sono vicine e Torino è fredda. Negli spogliatoi della fabbrica, tute di jersey spesso lasciate lì chissà quanto tempo fa e, alla laminazione, sei tute vuote e bruciacchiate. Siamo alla TyssenKrupp di Torino.

Perchè questo raccontino similmoraleggiante? Riflettete un po’.
Buon Natale a tutti.

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