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Il Papa alla Sapienza: il gran rifiuto

gennaio 16, 2008

Il Papa non andrà alla Sapienza di Roma. Tutti felici e contenti: il principale problema del Paese negli ultimi 30anni è stato risolto. Evviva. Evviva un accidente. Ma chi cavolo sono i nostri insegnanti? Grandi luminari e baroni che non accettano niente che sia minimamente lontano dalla loro visione del mondo. Qualche professore ha detto che la visita era inopportuna soprattutto mancando un contraddittorio. Non potendo contraddire il Sommo Pontefice, allora questo non doveva parlare. Come se quanto sarebbe stato affermato da Benedetto XVI non fose strutturalmente discutibile. I signori professori si dimenticano di quanto sia ampia la sfera pubblica. Non si può discutere nell’aula magna della Sapienza? Allora non si può discutere neanche sui giornali. Questo assunto è stupido e crea equivoci enormi, equivoci che hanno portato Benedetto XVI a decidere, in maniera autonoma, di non partecipare all’Inaugurazione dell’Anno Accademico. Tuttavia, non facciamo di questo un problema di civiltà: tutti sanno quanto le università italiane siano polarizzate e, chi ha buona memoria, si ricorda che aspre contestazioni, lo scorso anno, accompagnarono Fausto Bertinotti in visita sempre alla Sapienza. Lì ci fu uno spreco di solidarietà nei confronti del presidente della Camere  che ovviamente aveva tutto il diritto di esprimere le proprie opininioni in quella sede. Tuttavia, non è Benedetto XVI ad avere la responsabilità politica della marcia dei 40mila. Non è un mettere insieme cose che non hanno a che fare le une con le altre: Benedetto XVI è stato uno dei teologi che ha fatto il Concilio Vaticano II. Questo fatto innegabile significa che l’attuale Pontefice è di sicuro un personaggio di notevole caratura. Che, poi, interpreti in maniera più o meno estensiva il dettato conciliare, questo non deve entrare nel dibattito. Tuttavia, mentre uno fra coloro che hanno portato alla sconfitta il sistema sindacale italiano e uno che ha partecipato all’innovazione della Chiesa Universale, qualche differenza io la vedo. Ma non è neanche qui il problema: che ci sia un conflitto tra mondo laico, o meglio, agnostco e cattolicesimo in particolare è innegabile. Ma, se  questi due mondi riuscissero a comunicare E BASTA non ne avremmo tutti un guadagno? Quello dell’Università La Sapienza di Roma è un passo in questo senso, se poi vogliamo tornare alle guerre di religione facciamo pure: basta dirlo.

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One Comment
  1. LiLLyKiSS permalink
    gennaio 16, 2008 2:54 pm

    Io non ci arrivo. Anzi sì: relativismo, passare sotto gamba tutto dominano. E allora il Papa non è gradito. A lui nn passa niente sotto gamba. E quindi boh. Alla fine, se lo meritavano davvero?

I commenti sono chiusi.