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J’accuse

marzo 12, 2008

In una semideserda aula del Polo delle Scienze Sociali dell’Università degli Studi di Firenze si è tenuta oggi una assemblea indetta dai rappresentanti degli studenti del corso di laurea in Media e Giornalismo (Classe XIV) della facoltà Cesare Alfieri dell’Ateneo Fiorentino. L’assemblea si è trasformata in una autentica conferenza stampa da parte dei cosiddetti rappresentanti i quali hanno esposto, in maniera quasi entusiastica, le magnifiche novità che verranno dall’applicazione dei decreti Mussi nell’Università di Firenze. L’operazione, per quanto riguarda la facoltà di Scienze Politiche, consiste nella cancellazione della Classe XIV che risorgerà sotto forma di Laurea in Scienze Politiche con un lieve indirizzo verso la comunicazione. Questo è un aspetto di una razionalizzazione complessiva che, tra l’altro, porterà all’eliminazione dei professori con contratto a progetto a partire dal prossimo Anno Accademico. Essendo parecchi docenti assunti a progetto titolari di cattedre anche in corsi obbligatori di Media&Giornalismo ed essendoci ancora parecchi studenti da laureare sotto l’ordinamento della Classe XIV, come potranno questi ragazzi conseguire il numero di crediti necessari a raggiungere una laurea di primo livello? Tutto è vago e misterioso. Inoltre, non è molto chiaro in cosa saranno laureati i ragazzi che dal prossimo anno si iscriveranno a Scienze Politiche con l’idea di fare i giornalisti. Ancora di più, non è chiaro come faranno questi ragazzi a specializzarsi in materie della comunicazione magari al di fuori dell’Ateneo Fiorentino: Firene non è l’ombelico del mondo e, magari, tanti studenti non hanno intenzione di rimanerci fino al termine del loro corso di studi. Tuttavia, al di là di questi sofismi, il vero scandalo è la dimostrazione di servilismo messa in scena dagli organizzatori di questa assemblea. Non tenere conto dei problemi che questa razionalizzazione porterà e che sono sopra elencati ma, soprattutto, rispondere in maniera evasiva agli interrogativi posti dai presenti rifugiandosi dietro improbabili e infantili scuse tipo "Noi studenti non contiamo un cazzo" oppure, "L’abbiamo fatto per voi, nell’interesse di tutti" ha dimostrato come la rappresentanza studentesca media nelle università italiane non sia all’altezza del compito. Soprattutto, noi studenti paghiamo un saccco di tasse. Ne paghiamo parecchie, soprattutto a Firenze e non è che il nostro ateneo navighi in acque finanziariamente buone. Sarebbe bastato minacciare di non pagare le tasse e, sicuramente, l’indirizzo amministrativo se non politico dell’Ateneo avrebbe preso un’altra direzione. Ma questa operazione non è possibile perchè è sulla finanza universitaria che i movimenti studenteschi fiorentini vivono. E’ con la finanza universitaria che vengono pagate centinaia di iniziative l’anno e, quando l’università non eroga contanti, magari fornisce stanze e, in generale servizi che hanno sicuramente un valore economico. A questo punto, vengono spiegate due aspetti di questo ragionamento: in primo luogo, la parola "servilismo" in secondo, le scuse che anniamo definito "improbabili" e "puerili". Un corso di laurea sta per scomparire e la stessa fine rischia di fare un ateneo con una storia e una tradizione. Noi studenti siamo in attesa di novità mentre i nostri soldi che, magari, rappresentano dei sacrifici fatti da genitori che vivono lontano da Firenze, continuano a sostenere un ateneo e la sua rete clientelare. Io credo che qualcosa si possa fare, che si possano migliorare le cose nell’università italiana. Tuttavia, è necessario che una buona parte di chi rappresenta gli studenti abbia una visione del mondo universitario più chiara. Anzi, è necessario che chi rappresenta gli studenti la sviluppi, una visione del mondo universitario in quanto, senza questo primo passo, sarà difficile interpretare davvero le necessità degli studenti. Sicuramente tanti rappresentanti faranno bene il proprio lavoro. Sicuramente queste sono generalizzazioni che non riflettono in modo pieno la realtà. Ci sono miliardi di frasi da scrivere iniziando con "sicuramente" , ma la realtà rimane sotto gli occhi di tutti e non è che le chiacchiere possano cambiare una situazione che sicuramente ha dei responsabili ben precisi i quali sono certamente esponenti del mondo accademico, ma, altrettanto certamente, esponenti del mondo studentesco troppo impegnati in tatticismi prori deii partiti di trenta o quaranta anni fa. E’ ora di svegliarsi. Noi studenti contiamo. Siamo noi che, con i nostri soldi e con le nostre iscrizioni, teniamo per le palle il sistema. E’ ora che comincuiamo a servirsi di questo potere servendocene in maniera giusta.

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One Comment
  1. enricogiani permalink
    agosto 3, 2008 8:06 pm

    Scusa se non c’entra niente col post ma sono disperato, sto facendo appelli nei blog di studenti di firenze perchè entro fine agosto devo assolutamente trovare un coinquilino(sennò sarò sfrattato)…per chi fosse interessato può contattarmi sul mio blog: lemiespietaterecensioni.splinder.com
    Grazie Enrico

I commenti sono chiusi.