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La sinistra? E’ sparita…

aprile 21, 2008

Oggi ho voglia di parlare male di una testata web sicula chiamata Il megafono (www.ilmegafono.org). A parte questioni personali tra me e il direttore di questo settimanale on-line, mi preme manifestare il mio disagio nei confronti di due articoli pubblicati sull’ultimo numero.

Il primo si intitola L’Italia vista dagli altri scritto da Giorgia Lamaro, mentre il secondo si intitola L’Italia si sposta a destra questo redatto da Massimilano Perna.
Non sopporto il sottile piacere che provano alcuni nel vederci sbeffeggiare dalla stampa estera che sembra non avere altro da fare che farsi gli affari nostri. Va bene la libertà di espressione per tutti. Ma, un conto è se un giudizio sul mio Paese viene espresso dal presidente della Commissione Europea. Un altro, se un redattore di Le Monde che, magari, ha votato Sarcozy ci venga a dire quello che non va e che sbagliamo votando Berlusconi. Premesso che il futuro premier non mi sta simpatico, il presidente del Consiglio in pectore rappresenta la metà dell’Italia e rappresenterà il Paese nella sua interezza in quanto espressione della volontà popolare.  Credo nessuno abbia il diritto di entrare nel meritò delle scelte del popolo sovrano. 

Serve una  sinistra europea, quella che non ha percentuali tali da aspirare alla guida di una nazione, ma che ha la forza giusta per aspirare al cambiamento, sia esso politico che culturale. Questo è il passaggio-chiave della dissertazione di Massimiliano Perna sul risultato elettorale. La sostanza è un vecchio refrain della sinistra europea, spaccata tra socialdemocrazia e lotta rivoluzionaria. In un passaggio precedente a quello citato, viene parafrasato Diliberto nelle sue affermazioni secondo le quali bisogna ripartire dalla falce e martello avendo sostanzialmente fallito l’ipotesi di moderazione del Pd. Io credo che, dopo una elezione contino i risultati. I moderati del Pd sono in parlamento. La Sinistra Arcobaleno no. Cosa significa sinistra europea? Chi lo sa. Quello che so è che, nei paesi dove la socialdemocrazia esiste, esiste anche un benessere diffuso e c’è una grande spinta verso la modernità. La Spagna è stata governata, nella sua transizione dal Franchismo, dal PSOE che ha garantito un miracolo economico fenomenale. La SFIO e la SPD avevano già abbondantemente superato il credo rivoluzionario prima del 1914 e nessuno è disposto a mettere in discussione la legittima esistenza di questi partiti. In Italia, ci ritroviamo con una Sinistra frustrata dal referendum sul Protocollo sul Welfare e dal fatto che l’elettorato si è trovato con dei problemi che Bertinotti&Co. non potevano risolvere. La sinistra radicale in quanto extraparlamentare sarà un problema, forse, ma il fatto che neanche in Toscana abbia ottenuto un seggio significa che l’elettorato di sinistra sta cambiando. Io non sopporto la supponenza con cui determinati esponenti di sinistra tentano di persuadere che loro hanno capito di cosa la gente ha bisogno. La gente, le proprie necessità, le conosce troppo bene e sa che sono cosa troppo seria per essere lasciata alla folkroristica, come la definì Prodi, sinistra radicale italiana. Non si tratta di elogiare la Lega, ma di diffondere l’idea che l’elettorato italiano non è fatto da una mandria di imbecilli, ma da persone che, magari, non sono il massimo della razionalità o non hanno una grande cultura politica, ma pongono delle domande delle quali qualcuno si deve fare carico. La Lega ha dato l’impressione di questo ed è stata molto più convincente del Pd riuscendo ad entrare nei cuori delle persone trascinando Berlusconi alla vittoria. Ad ogni modo, se qualcuno ha fallito, questo non è proprio Veltroni.

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One Comment
  1. anonimo permalink
    novembre 24, 2011 12:02 pm

    La storia ha dato ragione alla stampa estera a quanto pare 

I commenti sono chiusi.