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Padre e figlia

giugno 9, 2008
Questa l’ho trovata su yahoo answers. Non è bello fare copia e incolla, ma, ora, ho prefito fregarmente. Credo valga la pena fermarsi a leggere  qesto racconto

Mio padre che corre da un posto all’altro per cercarmi il latte.Mi porta in braccio come un fagottino e chiede "per piacere, un po’ di latte per la mia piccola" all’epoca non se ne trovava, eravamo in africa.Mia madre aspettava ia sorella. Tutti hanno contribuito: latte di mucca, di capra di asina e non so ancora di chi:Ma sono cresciuta per la gioia di mio Padre. sembrava un arabo per il colore della pelle. era splendido come uomo, pieno di coraggio e di buone parole per tutti.Non l’ho sentito una volta dire una cosa brutta o cattiva degli altri.
Mio padre, chino su mia madre quando stava male, afettuoso e premuroso, diceva di non aver fame per dare da mangiare ai figli, lui che doveva lavorare.
Lo vedevo la sera, per me era una gioia, me la dava lui con il suo sorriso e le sue carezze.
Mio padre che piange la scomparsa dell’unico figlio maschio: un ragazzo di 13 anni, dopo quattro mesi di sofferenze.Lo vedo passseggiare lungo il corridoio, con il giornale in mano, lo legge, legge il nome di sebastiano, lo getta a terra e piange in silenzio. ci abbraccia, rimaniamo noi figlie femmine.Ma il suo ometto non c’è più è andato con gli angeli.
Mio padre che lavora giorno e notte per farci studiare come vuole lui. Per farci crescere bene, come piace a lui. Ci porta in centro (in africa usa così) a prendere il gelato ed è fiero della sua schiera di angeli.
Quando mi sono ammalata e stavo morendo, ricordo le sue braccia intorno alla mia vita, mi stringeva per infondermi coraggio:"papà " gli dicevo, non piangere, non muoio, non posso lasciarti." sono qui e lo devo a lui, alla sua tenacia e al suo amore.
Nei tempi brutti, (erano tempi cattivi per gli italiani) qualcuno gli ha dato tre sprangate sulla testa, non è morto, è rimasto così, proprio come un uomo che ha ricevuto qualcosa di inaspettato.Non ha voluto che uccidessero l’assalitore, aveva anche lui dei figli.
Mi ha accompagnata all’altare quando mi sono sposata, fiera di una figlia bella e brava come voleva lui."il suo orgoglio.
Ha cullato i miei figli, ha lottato sempre per migliorare le cose, e ci ha insegnato che l’amore muove il mondo.
Caro dolce papà, quanto ti ho tenuto la mano quando te ne stavi andando, minato da un male incurabile. Mi dicevi" e pensare che queste mani ti hanno dato tanti ceffoni, ma erano per il tuo bene!!!!! non volevo che gli altri ti guardessero, eri troppo bella ed io ero geloso. ti voglio bene e sono orgoglioso di te…"
Gli ho baciato le mani e ho chiesto "papà, non è vero che te ne vai, sarai sempre nel mio cuore e sarai qui con me.non ti dico addio, ti dico solo ciao"
Se n’è andato stretto al mio cuore….le altre guardavano piangendo.non ho pianto, ho sorriso e il giorno che l’abbiamo accompagnato all’ultima dimora avevo il vestito più bello.in suo onore.
Caro papà, vissuto per amare, vissuto per noi, uomo affascinante che mi hai insegnato ad amare le stelle. fGrazie di essere vissuto, grazie degli schiaffoni, ma soprattutto grazie di avermi amato e di esserti fatto amare…..ciao dolce uomo della mia vita…..un giorno ci incontreremo lassù, dove le stelle brillano per chi le guarda. ricordi? ti chiesei "Posso chiedere una stella?" tu rispondesti, "prendile tutti, sono tue, basta che le guardi e che le ami……e ho preso Sirio..LO SAI PAPA’ Ciao…..Ciao…..ciao…..
mai addio, ma solo ciao dalla tua piccola bimba


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