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Living Florence

giugno 12, 2008

Se vogliamo trasformare Firenze in una enorme sala operatoria, basta ce lo dicano che camici sterili verdi e pattine ce le comperiamo da noi. Oggi, ero con la mia ragazza sotto la Loggia dei Lanzi. Lei era appoggiata a me come fanno tutte le ragazza innamorate con i propi ragazzi. Ad un certo punto, è arrivata una Guardia Giurata urlando: "No, no! così no! sennò, fuori!" Al che, io ho invitato la guardia alla calma, benchè volessi strapparle gli occhi dalle orbite per vedere cosa c’era dietro, la mia ragazza si è ricomposta secondo i canoni del regolamento della Loggia dei Lanzi e tutto è finito lì. Dopo cinque minuti, sono andato a vedere le norme di comportamento esplicate da un cartello molto poco user-friendly all’ingresso del capolavoro di Piazza della Signoria. Sul cartello campeggiano indicazioni su cosa non si possa fare tra cui:
-Vietato fumare (Come se l’aria di Firenze fosse pulita)
-Vietato mangiare (Questo è comprensibile)
-Vietato suonare strumenti musicali (In quel momento si stava esibendo un violinista sotto gli Uffizzi. Forse che la Loggia dei Lanzi è meno all’aperto del Piazzale degli Uffizzi?
Insomma, vietato fare tutto quello che a noi italiani piace fare cioè casino. Ora, noi non siamo la Germania, ma, una loggia, su una piazza, serve a dare riparo a chi vuole stare all’aperto e non  vuole bagnarsi. Per cui, in una loggia, ci si comporta come in una piazza. Soltanto che, recita il cartello, bisogna mantenere un comportamento affine a quello che si tiene in una galleria d’arte. Ma siamo in una piazza italiana, italica direbbe qualcuno, fatta per persone che fanno casino, devono chiacchierare e, se vogliono, devono potersi abbracciare in santa pace, senza che una guardia giurata, che, magari, è consapevole solo del fatto di avere una uniforme possa permettersi di rompere loro i coglioni. Detto ciò, mi stupisce come Paolucci, attuale direttore dei Musei Vaticani, si sia espresso in termini tali da giustificare il sospetto che non sia completamente al corrente di cosa sia Firenze. Mi riferisco ad una sua dichiarazione secondo cui Dante avrebbe dovuto vedere la stessa città che aveva lasciato. Solo che le città cambiano perchè sono fatte da uomini che hanno delle esigenze. Tra le quali, quella di un luogo di aggregazione libero. Questi luoghi, in Italia, si chiamano piazze e, se non si permette alle piazze di fare il loro lavoro e si scambiano per quello che non sono, cioè gallerie d’arte o sale operatorie asettiche come solo il castello di Disneyland può essere, possiamo prendere, svuotare i centri storici delle nostre città e vendere biglietti per vedere le meraviglie della nostra architettura.

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