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Ecco le mie fonti

luglio 2, 2008

Dedicato a 81a5d962350702f i cui commenti sono stati cancellati in quanto odio l’anonimato considerandolo una forma di ipocrisia piuttosto grave in quanto non ci si assume la responsabilità di quello che si dice nascondendosi dietro un codice alfanumerico. Allora, le mie fonti
      1. I giornali locali dal 1996 ad oggi, se il mio anonimo commentatore leggerà il mio profilo con tanto do foto vedrà che bazzico abbastanza quelle zone lì, cioè Massa Marittima e dintorni.
      2. Se vogliamo essere ancora più precisi, invito il Signore a guardarsi il seguente sito http://www.greenreport.it/contenuti/leggi.php?id_cont=3773 nel quale viene messo in evidenza come, da principio, la ditta in questione si dovesse occupare di riciclaggio di materiale plastico e di come le cose siano andate diversamente.

      3.  Per quanto riguarda l’ambiente, se il Signore avrà la pazienza di percorrere in macchina la strada che collega Fenice Capanne, la località dove sorge l’impianto, al Lago dell’Accesa, noterà una collinetta coperta da un telone di plastica, il cui colore non ricordo, sotto il quale giacciono materiali pericolosi. E’ infatti per quello che è stata chiama l’Eni a bonificare l’area, questo sulla Sua rassegna stampa c’è, ma le è sfuggito, infatti http://www.provincia.grosseto.it/rassegna/cerca.php?trova=polyteckne, il secondo argomento datato 13/04/2008. Syndial è una ditta del gruppo Eni e, questo è vero, non sono ancora state accertate nè l’entità nè la sussistenza dei danni però non credo che i citati teloni siano un ricettacolo di elisir benefici.

In ultima analisi, il post precedente,voleva dire che bisogna stare attenti con il riciclaggio perchè il ricicglaggio va saputo fare, come va saputa fare una discarica, come vanno saputi fare i termovalorizzatori. Qui ci troviamo davanti una azienda che doveva occuparsi del riciclaggio di materi.

Spero di essere stato esauriente e, se Lei vuole continuare a commentare questo blog, lo faccia in maniera non anonima, grazie.

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14 commenti
  1. BornYesterday permalink
    luglio 2, 2008 5:23 pm

    Mi spiace di averti creato problemi commentando senza loggarmi.
    Mi pare però di aver fatto osservazioni civili, non ho “approfittato” dell’anonimato per essere scortese.
    Mi limitavo a chiederti riferimenti più precisi sulla tua affermazione secondo cui alcuni operai impiegati nel riciclo della plastica erano rimasti intossicati e la fabbrica era stata chiusa.
    Te lo chiedevo perchè non ho mai letto una sola notizia di problemi derivanti dal riciclo della plastica.
    Mentre mi sembra del tutto credibile che per smaltire delle batterie di auto sia necessario adottare opportune procedure sia per tutelare l’ambiente che l’incolumità degli operatori.
    Questo chiaramente vale per ogni processo industriale ma mentre per il riciclo della plastica non mi pare ci siano controindicazioni lo stesso non si può dire degli inceneritori.
    Molti medici, oncologi soprattutto, si stanno muovendo da noi come in altri paesi per chiedere una moratoria sugli inceneritori.
    Non tutte i sistemi di gestione dei rifiuti urbani hanno lo stesso impatto ambientale.
    Da questo punto di vista riciclo e incenerimento non sono assolutamente comparabili. Ma è stato riconosciuto che anche dal punto di vista economico il riciclo è molto più vantaggioso, in termini di risparmio di energie e risorse. Purtroppo però gli inceneritori convengono a chi li gestisce se ci sono finanziamenti statali, come i cip6 qui da noi in Italia…

  2. BornYesterday permalink
    luglio 2, 2008 5:50 pm

    Qui ad esempio trovi notizie sulla moratoria francese agli inceneritori:
    http://solarstrategy.blogspot.com/2008/02/moratoria-francese-agli-inceneritori.html
    http://www.napoliassise.it/inceneritori.htm
    E qui invece trovi il documento in cui si confronta l’impatto ambientale del riciclo con quello della termovalorizzazione (lo studio è stato commissionato da CEWEP Confederazione Europea Gestori Termovalorizzatori):
    http://federicovalerio.splinder.com/post/15772425/Riciclare+o+incenerire

  3. fpmassam permalink
    luglio 2, 2008 6:21 pm

    Ho capito ma io dico A e te dici B. Se vuoi ti do altrettanti siti internet che dicono che i termovalorizzatori funzionano bene, non è questo il punto. Non sto mettendo in discussione il valore del riciclaggio, sto semplicemente dicendo che il riciclaggio è una questione molto complessa e che laggiù avete un problema che va risolto subito. Tra l’altro, non sono entrato nel merito delle ubicazioni degli impianti: non le conosco e non conosco le loro caratteristiche. Inoltre, a parte il fatto che non credo abbiamo molta da imparare dai francesi in termini di tutela ambientale visto il loro presente nucleare, è evidente che il riciclaggio ha un impatto minore dell’incenerimento, però va fatto bene e con professionalità. Riciclare plastica è un processo industriale se non altro perchè la plastica è un prodotto industriale e non è detto che tutti i tipi di plastica possano essere riciclati. Quello che sostengo io e, mi dispiace non sia emerso, è che bisogna procedere per fasi. I francesi possono permettersi di chiudere gli inceneritori perchè quella fase lì l’hanno conclusa. Noi non siamo neanche ai termovalorizzatori, noi siamo all’incenerimento e basta se non nello smaltimento in discarica. Non possiamo fare un balzo in avanti troppo lungo, altrimenti, rischiamo di creare centri di riciclaggio che altro non sarebbero che cattedrali nel deserto.
    Per quanto riguarda l’anonimato dei messaggi, mi dispiace ma queste sono le mie regole.

  4. BornYesterday permalink
    luglio 2, 2008 6:53 pm

    In pratica stai dicendo che anche se possiamo avvantaggiarci dell’esperienza di altri paesi, dobbiamo ripercorrere i loro stessi errori.
    Non sarebbe meglio puntare direttamente ai processi più efficienti e moderni?
    Si parla tanto dell’innovazione e di come l’Italia sia poco competitiva perchè non investe in ricerca.
    Questa crisi dei rifiuti potrebbe essere un’occasione per dimostrare che non siamo condannati ad un’arretratezza cronica.
    I cittadini lo hanno capito e chiedono raccolta differenziata porta a porta, trattamento meccanico biologico, centri di riciclo come quello di Vedelago, sistemi arrow-bio.
    I politici continuano sulle strade più comode per loro, quelle che richiedono meno impegno e garantiscono più giro di soldi (vedi il discorso dei cip6).

  5. fpmassam permalink
    luglio 2, 2008 7:00 pm

    Sì, ma ci vuole tempo e risorse. Di termovalorizzatori in Italia si parla da 10 anni e se ne saranno realizzati due o tre. Non possiamo permetterci il riciclaggio senza un’alternativa, se consideri che il 100% di riciclaggio non è strutturalmente possibile, da qualche pare quello che non viene riciclato va messo. A me va bene che il riciclaggio venga spinto in avanti però facciamo le cose con i tempi giusti. Non si tratta di innovazione o essere retrogradi si tratta di risolvere la contingenza e poi ottenere risultati che durino nel tempo. I termovalorizzatori dovrebbero servire a questo: mentre si brucia, si costruiscono gli impianti di riciclaggio. Questa, secondo me, dovrebbe essere l’idea.

  6. BornYesterday permalink
    luglio 2, 2008 7:27 pm

    Il problema è che per costruire un termovalorizzatore ci vogliono più tempo e soldi di quelli necessari per altre tecnologie, vedi arrow-bio o tmb (e quindi sto parlando di impianti che trattano interamente il rifiuto).
    Il vantaggio dei termovalorizzatori è che fanno arrivare nelle tasche di chi li gestisce i soldi dei cip6…

  7. BornYesterday permalink
    luglio 2, 2008 7:33 pm

    Per inciso in Campania l’inceneritore di Acerra è stato proprio la causa del disastro attuale.
    Le amministrazioni nonostante le pressioni dei comitati cittadini per anni non hanno fatto partire la raccolta differenziata perchè tutti i rifiuti dovevano finire nell’inceneritore, visto che l’impresa costruttrice, la Fibe, aveva dato come garanzia alle banche proprio i rifiuti, che avrebbero garantito i soldi dei cip6.

  8. fpmassam permalink
    luglio 2, 2008 8:07 pm

    Non credo nell’arrow-bio perchè tratta piccole quantità di rifiuti biodegradabili ottenendo metano, non così efficiente e anidride carbonica. Può essere utile ma non basta. Scusa una cosa, ma il termovalorizzatore di Acerra non è ancora attivo, o sbaglio? Sinceramente, mi sembra poco credibile che una tecnologia studiata per città delle dimensioni di Tel-Aviv, leggi per credere http://www.environment-agency.gov.uk/wtd/679004/679026/679085/1089064/?lang=_e . Secondo me i termovalorizzatori sono un passo necessario, non sono un grande esperto in materia, ma il buon senso mi dice che in situazioni d’emergenza bisogna fare cose semplici ed efficaci da raffinare nel tempo.

  9. BornYesterday permalink
    luglio 2, 2008 11:11 pm

    L’arrow-bio non tratta solo rifiuti biodegradabili, mica è un impianto di compostaggio!
    Piuttosto si può dire che serve a separare la frazione umida da quella secca avviando ciascuna al trattamento specifico.
    E comunque si tratta di impianti modulari, che possono essere dimensionati in base alle esigenze o si possono distribuire sul territorio.
    Magari integrandoli con la tecnologia del centro Vedelago che permette l’estrusione del secco residuo, non riciclabile, per ottenere sabbia sintetica da utilizzare nell’edilizia.
    Le soluzioni ci sono, già oggi funzionano, serve la volontà politica.

  10. BornYesterday permalink
    luglio 2, 2008 11:15 pm

    E per quanto riguarda l’inceneritore di Acerra, già solo la storia dell’appalto la dice lunga su quali sono state le priorità nella gestione dei rifiuti in Campania.
    Di certo non si è messa al primo posto la salute delle persone.
    L’appalto fu assegnato alla ditta che offriva il progetto tecnicamente più scadente ma tempi di realizzazione più rapidi.
    Poi si è visto quanto è stata rapida la Fibe, visto che l’impianto non è stato mai completato ed è nato già obsoleto…
    (e nel frattempo la Fibe è stata sollevata da tutti gli obblighi contrattuali che l’avrebbero vincolata a risarcire ritardi, disfunzioni ecc. in pratica la salute dei cittadini è il vero unico ammortizzatore di questo scempio)

  11. fpmassam permalink
    luglio 3, 2008 2:24 pm

    Come se l’arrow-bio riuscisse a far fermentare la plastica, il vetro e la carta… prima di entrare nell’impianto i rifiuti, organici a parte, vanno trattati. Tra l’altro, il famoso centro di riciclaggio di Vedelago ha un impianto che fa il temutissimo cdr, vai vedere il sito del Centro. Quello che sbagliate, secondo me, è che pensate che ci sia la soluzione ottimale che piove dal cielo metre, invece, andando a vedere, le soluzioni che secondo voi sono ottimali o non lo sono per nulla o servono solo a risolvere una parte del problema.

  12. BornYesterday permalink
    luglio 3, 2008 3:48 pm

    No veramente sei tu che pensi che la soluzione ottimale piova dal cielo, anzi dal fuoco…

  13. BornYesterday permalink
    luglio 3, 2008 3:53 pm

    E forse un altro passaggio che ti manca è che il famoso inceneritore di Acerra è tre volte più grande di quanto lo siano in media gli altri che funzionano in Europa.
    Potrebbe anche avere emissioni perfettamente a norma ma sarebbero comunque il triplo.
    (perchè il limite delle emissioni non è fissato in assoluto ma sull’unità di volume dei fumi, senza specificare quanti fumi produce un impianto sovradimensionato…)
    Nessuno si aspetta la soluzione perfetta. Si propongono solo soluzioni integrate, che con la collaborazione di tutti possano salvaguardare la salute del territorio.
    Ma si sa, le soluzioni facili (= gli inceneritori) fanno la gioia dei cittadini che non vogliono impegnarsi e dei politici che vogliono approfittarsene.

  14. fpmassam permalink
    luglio 3, 2008 4:58 pm

    Fine della discussione.

I commenti sono chiusi.