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Rai 4?

luglio 13, 2008

Tanto tempo fa, era il Novembre 2005, andai in gita alla Camera dei Deputati. Una gita di due giorni, capitata proprio durante la sessione di bilancio che mi ha permesso di capire tante cose e di incontrare, in una specie di coferenza, l’allora Presidente della Commissione di Vigilanza RAI, Gentiloni. Io chiesi che senso avesse il servizio pubblico oggi, dove programmi di servizio vanno a braccetto con programmi-spazzatura, il quale ha una dozzina di canali tra analogico e vari digitali. Lui mi fece i complimenti per la domanda e mi disse che i politici avrebbero fatto bene a resettare tutto e ricominciare da capo. Ora, sono passati tre anni, ma alla domanda si potrebbe aggiungere questa: che senso ha un quarto canale cui si affiancherà un quinto? Non è sensato: ha senso per raisat, nave madre dell’operazione, ma qui si rischia di aggiungere un nuovo orpello ad un Servizio Pubblico enorme e, all’apparenza, incapace di rispondere alle nuove sfide che il mondo pone. Non so se la TV generalista sia alla frutta e non è neanche chiaro l’impatto della crisi economica sulla crescita dei servizi a pagamento, l’IPTV non sembra troppo lanciato. Tuttavia, un Servizio Pubblico così crande come la Rai dovrebbe tentare di mettere a frutto meglio le proprie risorse. Tre canali in chiaro sono quasi troppi, l’infinità di canali satellitari- alcuni disponibili solo attraverso Sky- lo stesso. Quindi, se vogliamo un servizio pubblico efficiente e veramente pubblico, si tratta di ottimizzare le risorse riducendo i canali non moltiplicandomi.

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