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Tra Firenze e Milano passando per Elio e le storie tese

luglio 16, 2008

Si potrà dire qualsiasi cosa, ma  quesso che sta succedendo a Milano non mi piace per nulla.  La faccenda descritta da Elio e  le storie tese, passando per  Report e altre  comunicazioni mediatiche, mi fa pensare che a Milano qualcosa non vada. Sto pensando alla faccenda del Bosco di Gioia che mi racconta tanto la faccenda del parco della Villa Demidoff a Firenze, trasformato in una distesa di palazzi senza fine. Ora, lì a Novoli, le cose si stanno evolvendo in maniera positiva: il Polo delle Scienze Sociali è una struttura di livello europeo, le costruzioni che circonderanno il Parco San DOnato, bellissimo spazio verde daranno un qualcosa in più ad una città in trasformazione. L’unica cosa un po’ discutibile dell’intervento è il Palazzo di Giustizia che ai fiorentini non piace, ma una sua logica l’ha tanto è vero che la sua presenza ha influenzato in maniera decisiva la progettazione di tutto il quartiere. Tuttavia, il patrimonio immenso che la Villa di Novoli e il suo parco avrebbero rappresentato per la città in termini di cultura e di ambiente avrebbero fatto molto comodo in prospettiva, nonostante la fame dei palazzinari da tre soldi che, ora, a Milano si servono di architetti di fama, ma sempre palazzinari senza scrupoli sono nonostante lavorino per il Pubblico. In più, è evidente che al Nord si sta formando una megalopoli che troverà il suo compimento con l’entrata in servizio dell’Alta Velocità tra Torino e Venezia e sarà affamata di spazi verdi nei quali le persone possano trovare relax e ristoro. Non è una stupidata, è un discorso di qualità della vita che, con la globalizzazione e le sue conseguenze, diventa un fattore essenziale per la localizzazione di aziende e servizi. Occhio che lassù sta succedendo qualcosa che non va. A Firenze, invece, stanno mettendo fieno in cascina

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