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Tre secoli dopo, tra Siena e Assisi

luglio 27, 2008

Volevo lasciar decantare qualche troll che impestava il mio bloggino. Credo di esserci riuscito, visto che non ne esiste più neanche l’ombra. Dopo essere tornato da Assisi, qualche giorno fa, mi è venuto da pensare su come fosse possibile per un pittore senese ricevere una commessa da Assisi riuscendo a compiere il proprio lavoro e a spedirlo al committente il quale corrispondeva il denaro per l’opera compiuta. Questi passaggi così immediati non dovevano essere così semplici per degli uomini che, sette-otto secoli fa, dovevano attraversare mezza dozzina di Dogane per andare da Siena alla città umbra. Se anche il pittore e il comittente non si fossero mossi, qualcuno doveva portare la commessa e ritirare l’opera finita. Questo significava che qualcuno si prendeva la briga di camminare per cento chilometri che significano, all’incira 1500 minuti che, diviso per 60, significa 25 ore di cammino. Considerato che non si può camminare per 25 ore di fila se non altro perchè bisogna mangiare e fa buio, allora è evidente che tra Assisi e Siena ci volevano un paio di giorni di viaggio. Uno se si aveva la fortuna di andare a cavallo. E non era neanche così sicuro che si riuscisse ad arrivare a destinazione: briganti, animali selvatici. Tutto complicava il viaggio, incluso il fondo stradale che non doveva essere gran che. Questa situazione complicava di molto la conversazione tra committenti e artisti che provenivano da città diverse. Eppure, le opere d’arte si muovevano, gli artisti si muovevano, le idee anche. Lentamente, si ponevano le basi, i semi del periodo in cui viviamo oggi. Qual è, in fondo, il problema che tutti si sono posti da sempre? Quello di comunicare nel tempo e nello spazio. Di comunicare nel tempo si sono occupati i monaci dell’Alto medioevo. Di comunicare nello Spazio le Repubbliche marinare e i Comuni. Da questo punto in avanti, si sono sviluppati mezzi tecnologici e linguistici che hanno permesso a sempre più individui di conversare e, in generale, di comunicare sviluppando conversazioni sempre più complesse  e problematiche da gestire. Oggi, siamo arrivati ad un punto tale che è facilissimo comunicare e l’estrema libertà che ci viene offerta ci permette di aggirare i problemi che tre secoli fa compromettevano l’efficacia comunicativa delle relazioni tra le città: non è un caso che il medioevo sia stato un periodo storico segnato dalla guerra. Oggi, siamo on line con il mondo e il mondo è on-line con noi e siamo pieni di opportunità che non ci sognamo neanche e che non riusciamo a sfruttare fino in fondo. Sarebbe il caso ci dessimo una piccola mossa.

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