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Mai fidarsi dei direttori di banca

luglio 29, 2008

Come capita a molti che hanno subito un incidente stradale e ne sono usciti vivi io sono riuscito ad ottenere un risarcimento danni abbastanta pesante. Dopo dieci anni indimenticabili passati con un Buono postale che cresceva, cresceva, cresceva, mi sono buttato su un prodotto finanziario che è un bond travestito da assiurazione collegato con certi titoli azionari e che veniva considerato piuttosto sicuro. Un paio d’anni fa il direttore della mia banca mi spiegò che la rendita c’era sempre e un minimo era comunque garantito. Il primo anno mi sarebbe toccata una percentuale del mio capitale come cedole e da quest’anno mi sarebbero toccati i soldi veri o, in alternativa, i soldi dell’anno prima. A dicembre 2007 mi arriva una comunicazione di delisting, il paniere su cui si basava il mio prodotto cambiava e, al posto di citigroup, entrava un altro istituto di credito. Gli impiegati della mia banca mi dissero di stare tranquilli. Il 3/7/2008 scadeva la cedola di quest’anno e mi sarei aspettato qualche eurino da mettere in tasca. Invece, niente. Il contratto è scritto talmente male che, da una parte, al lettore disattento, sembra che il minimo sia assicurato, mentre da una parte è scritto chiaro e tondo di no. Allora ero un giovane e inesperto maturando. Ora, grazie all’Economy&Buiseness Club dell’Università di Firenze mezza cosetta di finanza sono riuscito a capirlo e ora, quando leggo un contratto, è difficile che me lo tirini in tasca tanto è vero che il baco, per poco, lo spiegavo io al direttore. Per cui, se un direttore di banca dà un informazione sbagliata i casi sono due: o è in mala fede o è incompetente. Quale delle due?

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