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Come non si gestisce il Web partecipativo

agosto 20, 2008

Tra qualche mese chiuderà Fadders. Peccato, perchè mi sarebbe piaciuto studiarlo e dimostrare come il dilettantismo nella gestione di strumenti di web partecipatipativo sia, come minimo, controproducente. Fadders è (era) il sito degli studenti del Cdl Media e Giornalismo (Scienze della Comunicazione) presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Firenze. Questo sito, un vero e proprio social network, aveva avviato progetti sulla carta interessanti come un podcast e una webtv che, piano piano, sono andate a morire. La Fadders TV, in particolare, era nata all’inizio dello scorso Anno Accademico e constava di due programmi: Cinemando e una lunghissima intervista al Prof. Sorrentino, presidente del Corso di Laurea. Prendo ad esempio questa ultima iniziativa per dimostrare l’assunto teorico di questo post, cioè che senza professionalità e progettualità, non si va da nessuna parte sul web. Se andiamo a vedere la discussione sulla morte di Fadders Tv (io sono Don Zauker), mi fa specie l’idea che si pensava che bastasse partire poi il seguito sarebbe venuto da solo. Purtroppo non è così. Per attirare l’attenzione della gente serve qualcosa che abbia una una linea editoriale un qualcosa da dire, qualcosa di speciale e di personale da comunicare. Se pensiamo ad un altro esperimento di Tv dal basso, la CurrentTV di Gore , capiamo di cosa stiamo parlando. Non a caso, nella versione italiana, sono coinvolti professionisti di livello assoluto. Quindi, se andiamo a vedere la discussione sulla morte di questa iniziativa vediamo il peccato originale di questo sito che è l’assoluto dilettantismo. Un po’ lo stesso problema che molti di noi blogger hanno avuto con Blogbabel anche se, in questo caso, si è dimostrato sotto forme che neanche la fantasia di Rdley Scott avrebbe potuto immaginare. Insomma, la mancanza di professionalità è uno tra i mali del web partecipativo. Prendiamo, ad esempio, splinder. Se non ci fossero delle persone altamente qualificate a gestire la piattaforma, saremmo veramente tutti nella merda e la stessa cola vale per facebook, il social network per eccellenza. In summa, per noi studenti di Comunicazioni Fadders non era una piattaforma per sviluppare nuovi contenuti o nuove competenze ma solo un modo per capire come NON ci si approccia ai nuovi media. Pazienza.

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