Skip to content

Formazione all’estero? Buahahah!

settembre 4, 2008

Ho fatto uno screening su un paio di profili di facebook di persone che non vedo da un po’. La cosa che mi ha colpito è che esistono davvero persone laureate a Yale e Harvard e loro sì che possono permettersi di pensare globale. Io, che studio in una università italiana, che tento di studiare inglese, mi sento molto handicappato. Tanto più, se penso che la mia regione, la Toscana, invece di pensare a mandare all’estero i propri studenti meritevoli, spende un sacco di soldi per portate in Italia i pronipoti di emigrati lucchesi che, di sicuro, faranno corsi molto interessanti e utili per la loro formazione e tramanderanno la cultura italiana ai loro figli. Ma, cavolo, serve alla Toscana, ai suoi cittadini e alla sua società civile più di un programma per la formazione all’estero degli studenti più bravi della Regione? A dir la verità, qualcosa l’Università di Firenze qualcosa fa: organizza un semestre allo sbaraglio a Georgtown il cui accesso era fortemente condizionato all’aver fatto o no esperienze all’estero. Io non ho avuto esperienze all’estero, quindi ero tagliato fouri. Gli Erasmus? Costano! E, anche se esiste un sostegno da parte del Programma, molte spese sono a carico delle famiglie. Insomma, la formazione all’estero e l’acquisizione di esperienze che dovrebbero implementare il globalthinking di noi studenti sono argomenti sui quali non esiste una sensibilità univoca rivolta a sostenere gli studenti più deboli.

Annunci
One Comment
  1. vinny81 permalink
    novembre 10, 2008 11:32 pm

    figurati con i tagli che faranno l estero te lo puoi scordare…

I commenti sono chiusi.