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Lo sport in TV: prospettive

settembre 13, 2008

Espn ha speso $975 Milioni per aggiudicarsi i diritti del prossimo mondiale di Criket. Il gioco inglese, uno tra i più praticati al mondo nonostante le sue interminabili partite, è lo sport nazionale di India, Pakistan, Sri Lanka ed è molto seguito in Gran Bretagna, Australia e Nuova Zelanda. In Italia, il movimento è ai primi passi, tuttavia non è questo il tipo di considerazioni da fare. La NBC ha speso $800 Milioni per mostrare i Giochi Olimpici di Pechino. Considerando che nel 2010 verranno giocati i Mondiali di Calcio, non so veramente dove vogliamo arrivare. Quasi sicuramente, la prossima Coppa del Mondi FIFA verrà venduta trascendendo il miliardo di dollari. Non oso pensare a quello che succederà per Londra 2012 e a quanto cresceranno i diritti per manifestazioni come la Champions League, il Mondiale di Formula 1, la MotoGP, il Super 12, il 6 Nazioni, il Tri Nations, non parlando degli sport americani, in primis NBA, NHL e MLB, e dimenticandoci delle Stock Car della Nascar. L’escalation nell’importanza degli Sport, da collegare con la progressiva crescita di importanza dei canali a pagamento non è preoccupante, non ne parleremo male. Quello che mi piacerebbe fosse messo in evidenza è come le migliaia di canali a pagamento che proliferano nel mondo hanno bisogno di contenuti che qualcuno deve inventare. Ecco la soluzione magica: lo sport. Io rimasi molto perplesso quando scoprii che Sky avrebbe acquisito i diritti per la Serie A di Basket e la A1 di Volley. Tuttavia, un mercato dell’intrattenimento mai fermo deve necessariamente riempirsi di contenuti. Ecco che si arriva a spendere cifre senza precedenti per un bene che non ha bisogno di autori: bastano un bravo telecronista e delle telecamere ben messe in campo. Gli indici di ascolto per evento sportivo parlano di miliardi di persone che seguono un evento. E’ stato così per la finale di Champions League, è stato così per lo scorso GP del Brasile, è stato così per la Cerimonia Inaugurale delle Olimpiadi. L’unica cosa che preoccupa davvero della faccenda è la perdita di potere contrattuale da parte dei Network europei che non possono spendere cifre tanto consistenti. Il che significa che dovremo abituarci a vedere finali olimpiche cambiate d’orario per andare incontro alle richieste dei grandi broadcaster statunitensi. Questo problema può essere aggirato nel senso che esistono grandi colossi multimediali che, attraverso strategie aziendali, possono gestire, in qualche maniera, i diritti facendoli arrivare. Tuttavia, il problema del potere contrattuale di enti come la Rai nei confronti di concorrenti molto più grandi esiste davvero: perchè tutta Europa deve essere costretta a vedere le finali olimpiche di nuoto alle 4 del mattino? Perchè paga di meno. Non ho le cifre che le Tv inserite in Eurovisione hanno speso. Tuttavia, mi colpì molto quando Bragagna, il telecronista Rai, mise in evidenza come l’organico della BBC fosse meno della metà di quello della NBC. In questo viene messo in evidenza quanto il sistema televisivo europeo abbia bisogno di integrazione se non altro nelle strutture di produzione. Questo, per certi aspetti, esiste già: ricordo quando nei primi giorni di guerra in Iraq (era il 2003) i giornalisti Rai festeggiarono la postazione Rai delle dirette dopo essersi serviti delle strutture EBU-UER ed è pur vero che molti broadcaster hanno mandato le immagini del segnale Eurovisione. Tuttavia, la questione, tutta economica, va posta in qualche modo. Un mercato importante come quello europeo non può essere abbandonato a sè stesso. Ricordiamoci, noi italiani, cha la RaiTV è obbligata, per legge, a trasmettere le partite della Nazionale di calcio. Sarà in grado, la Rai, di comprare i diritti di Sud Africa 2010, ricordando quanto successo per i mondilai di Germania 2006?

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