Skip to content

La trasparenza che non si vede

settembre 17, 2008

Non sono un esperto di Economia. Neanche di politica, se è per questo, ma mi colpisce una dichiarazione di Tremonti rilasciata ieri al TG1. E’ fallito un mondo, dice il superministro. Che bello, non ce ne eravamo accorti. Va avanti spiegando che vanno riscritte nuove regole e vanno vietati i bilanci falsi. In Italia esisteva il Falso in Bilancio e qualcuno con cui Tremonti collabora quotidianamente ha pensato bene di toglierlo come reato. Tecnicamente non è proprio così, ma la semplificazione è molto vicina alla realtà. E’ fallita Lehman Bros. E’ quasi fallita AIG, mentre la Fed continua a buttare soldi dalla finestra. E’ meglio così che una nuova Crisi del ’29. E’ stato evitato un effetto domino, il costo del denaro rinmane ancora alto. Troppo, secondo Wall Street. Tuttavia, un problema di trasparenza nel mercato si sta ponendo con urgenza. Non sono un economista, ma vorrei sapere dove investo i miei soldi e che fine questi soldi fanno, altrimenti preferisco investirli da qualche altra parte. E allora? E allora, in Italia, da un punto di vista finanziario, sembra non abbiamo problemi. Da un punto di vista della trasparenza, sì. La questione è molto complicata perchè se, da una parte, non abbiamo il problema dei mutui subprime, dall’altra abbiamo una gran vaietà di imprese che sono fatte da scatole cinesi, tanto che, spesso, non si capisce neanche chi sia quotato in borsa e perchè. Se vogliamo cambiare davvero le regole, facciamolo pure: la trasparenza è un valore. La crisi di Lehman Brothers è un sintomo di un male che, a nostro giudizio, è la madre di tutti i problemi. Sto parlando della finanziarizzazione dell’economia. La finanza aveva rubato all’economia reale lo scettro dell’economia in senso lato ed ecco una serie di prodotti bene impacchettati ma ad alto rischio oltreoceano, di scatole cinesi da noi. C’è da dire un’altra cosa: negli ultimi anni abbiamo assistito ad una serie impressionanti di fallimenti e crisi mostruose: Enron, Worldcom, la stessa Lehman Bros, non parlando, in Europa di Kirch Media, delle crisi di Vivendi, della Parmalat, non contando le crisi di istituti bancari inglesi. In dieci anni ne sono successe di tutti i colori e nessuno che delle regole si sia occupato veramente. E’ davvero arrivata l’ora di una nuova governance mondiale?

Advertisements
One Comment
  1. sarasx permalink
    settembre 17, 2008 8:56 pm

    …nessuno si è occupato delle regole perchè a tutti interessava solo fare soldi (compresi tanti piccolissimi risparmiatori che avevano magari 5.000 -o meno- euro in banca e hanno pensato che fosse veramente possibile far soldi senza lavorare… così che alla fine ben pochi si ritrovano ad avere almeno la cifra di partenza… senza che poi la loro esperienza sia mai diventata senso comune visto che nessuno ha mai il coraggio di ammettere di essere stato fregato da un sistema che non ha cercato prima almeno di indagare…)

I commenti sono chiusi.