Skip to content

Lunedì sera sulla Firenze-Mare

settembre 23, 2008

Nel corso degli anni ho imparato ad apprezzare quel misto di esaltazione per la velocità e senso di malinconia che suscita percorrere un tratto di autostrada la notte. I riflessi dei fari sui cartelli ai lati della carreggiata, l’anello luminoso che precede le auto mentre si attraversano le gallerie per poi tornare sotto il cielo stellato e vedere sciami di luci arancioni accompagnare una strada più stretta delle altre diretta verso una stazione di servizio o verso il casello. Ho imparato ad apprezzare tutto questo perchè viaggiare è una specie di esperienza mistica nela quale si ritrova se stessi. L’autostrada lo è ancora di più, perchè pensare a tutte le persone che la percorrono e pensare alle mete che devono raggiungere ti fa sentire isolato, chiuso nella tua scatoletta di metallo a motore. Mentre il pensiero di una meta, di un luogo da raggiungere per poi riposare rinfranca lo spirito. Pensare a se stessi. Eh sì, non è che si possa chiacchierare sempre in macchina. Magari, il guidatore si incazza e ci scarica tutti alla prima area di sosta, dove camionisti dormono nei loro mostri. Però, andando avanti chilometro dopo chilometro si scopre qualcos di noi, qualcosa che per ognuno è diverso, ma nel profondo, è uguale per tutti. SI prova a farsi domande, così per ammazzare la noia. Poi, ci si ritrova a pensare al senso della vita, alle occasioni perse sapendo che un’altra così capitera ancora. Si va avanti, verso il casello. Si torna in città, l’incanto è finito. CInque minuti e siamo a casa. Buonanotte, mondo.

Annunci

I commenti sono chiusi.