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10 anni fa scrivevano….

settembre 28, 2008

Mi colpisce sempre in modo in cui gli intellettuali di un certo spessore non solo sono in grado di capire con minimo dieci anni d’anticipo in che direzione va il mondo. Seneca ne parlava un paio di millenni fa nel De brevitate vitae mettendo in evidenza come il sapiente fosse in grado di vivere in una dimensione capace di andare al di là delle categorie spazio temporale. Un tizio che si occupa proprio di studiare le dimensioni spaziotemporali non al Cern di Ginevra, ma nella vita quotidiana di ognuno di noi in particolare di come spazio e tempo si distorcano grazie all’utilizzo dei mezzi di comunicazione di massa e di come le persone interagiscano con questi. Ma la cosa che mi colpisce di più è che il tizio in questione, John B. Thoompson, nel suo Mezzi di comunicazione e modernità, oltre ai discorsi sullo spazio e del tempo, si occupa della ricezione dei prodotti della comunicazione di massa in termini di attività, non di passività. Quando guardiamo la TV, noi reagiamo e, in qualche modo, interagiamo con i contenuti che ci vengono trasmessi e li rielaboriamo a seconda del nostro costrutto culturale. Interagire con i luoghi della produzione, con chi ha creato quei contenuti è un altro paio di maniche. In un paragrafetto del Capitolo III, Thompson non esclude una maggiore interazione tra mezzi di comunicazione di massa e comincia a parlare di Internet come un luogo dove si può cominciare ad instaurare un certo tipo di conversazione. Ebbene, è quello che stiamo sviluppando noi utenti del C.D. nuovo web è proprio un tipo di interazione molto sofisticato che, grazie alla tecnologia, permette di stabilire conversazioni sempre più complesse e intrecciate. Il concetto stesso di conversazione nel mondo della comunicazione rappresenta un passo in avanti sostanziale. Il fatto che persone come Thompson avessero capito questo già nel 1995, quando Microsoft cominciò a mettere Internet Explorer sul suo Sistema Operativo, significa che, effettivamente, qualcosa si stava muovendo in questo senso e, per questo, è giusto prendere Mezzi di comunicazione e modernità molto, molto seriamente. Ora sono arrivato solo al III Capitolo, quando avrò finito, vi saprò dire di più.

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