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L’opportunità della crisi

ottobre 8, 2008

La parola crisi deriva dal greco crisis che, a sua volta, proviene dal verbo krino. Questo verbo, tra i miei preferiti al Liceo, significa, in prima istanza, dividere e, in senso figurato, dividere il giusto dallo sbagliato. Stando a questa definizione del termine, i momenti in cui si verificano delle criticità, come quello che stiamo vivendo ora, sono quei frangenti in cui si stabilisce chi possa o non possa andare avanti, chi è arrivato alla fine dei un qualcosa facendo posto a qualcos’altro. Cosa vuol dire tutto ciò: è fallita la Lehman Brothers lasciando per strada qualcosa tipo 28mila dipendenti ( e questo è male) ma la Lehman Brothers, presto o tardi, verrà sostituita da qualche altra istituzione che ha avuto i requisiti per sopravvivere alla crisi finanziaria in atto. La stessa cosa vale per tutti i settori e le aziende che stanno venendo abbattuti sotto la pesante scure che sta affliggendo il sistema economico mondiale. Quello che sta succedendo, in fondo, costringerà il mercato a ripulirsi dalle mele marce che lo hanno drogato e portato al collasso. Il che significa che chi ha lavorato con onestà e tentando di fare bene il proprio lavoro ora riuscirà vincente e continuerà ad andare avanti nella propria vita professionale mentre chi ha venduto spazzatura, raccoglierà gli avanzi di cibo in discarica. Inoltre, se la crisi andrà a sfociare nell’economia reale, le aziende sane resteranno in piedi, quelle meno sane no. Qualche anno fa sentii su CFN un servizio sulla crisi dei produttori di automobili USA . Quel servizio affermava una tesi analoga alla nostra e, più o meno i termini erano questi: le grandi imprese costruttrici di automobile sono in crisi? Nel ’29 c’erano tot marche. Sono spravvissute solo le Big3 (Ford, GM e Chrysler) che allora erano le più solide e hanno semplificato il mercato in maniera notevole. Ora, la situazione è analoga: ci sono le Big3 che dominano il mercato con migliaia di marchi, se fallirà anche una di queste, il mercato ne uscirà semprificato e sarà un bene per tutti. Questo esempio per dire cosa? Per dire, in sostanza, che per noi giovani non poteva esistere momento migliore. L’economia non sta bene, interi sistemi economici sono in crisi. Il che significa che, tra qualche tempo, gli spazi di manovra si amplieranno come la richiesta di manodopera vergine cioè che non ha nulla a che fare con il sistema, nel suo complesso, come è stato fin’ora.  Per cui, almeno noi che abbiamo vent’anni e stiamo per entrare nel mondo del lavoro, dobbiamo tenerci forte e attendere che la storia giudichi, distingua, appunto, quello che è buono da quello che è cattivo. La crisi è sistemica e la speranza è che coinvolga in pieno il nostro Paese: abbiamo bisogno di un rinnovamento che per cause interne od esterne deve avere luogo. Dobbiamo ripulirci anche noi

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