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Viva la muerte!!

novembre 28, 2008

Questa mattina è stato presentato presso il Consiglio Regionale della Toscana uno studio di Maurizio Boldrini e Carlo Sorrentino sullo status della professione giornalistica nel nostro paese. Il rapporto si è rivelaro preoccupante per almeno un paio di aspetto: il primo, è che il mercato del lavoro è precario: il 50% dei giornali viene scritto da professionisti atipici e che, soprattutto se sei giovane e donna, le tue condizioni di lavoro diventano assolutamente precarie. Per fortuna ci si è occupati solo di carta stampata. Queste due linee di tendenza, sottolineate dai presenti, in particolare,  dal Prof. Mosconi dell’Università di Parma mostrano grandi analogie con il resto del mercato del lavoro che si regge sul precariato e sullo sfruttamento del lavoro femminile. Tuttavia, la cosa paradossale è che nessuno sembra fare niente, sosteneva Boldrini, in quanto Ordine, Federazione Nazionale della Stampa e editori sono vecchi e rispondono a logiche d’altri tempi. La risposta di Natale, presidente dell’FNSI, è stata che il sindacato si sta ponendo il problema del precariato ed è per questo che il Contratto Nazionale non viene rinnovato dando la notizia che entro il 2013 l’Ordine tenterà di riformarsi. Meno interessanti gli interventi di Sieni e Luccesi, rispettivamente presidenti dell’Associazione Stampa Toscana e dell’Ordine dei Giornalisti della Toscana i quali hanno parlato della necessità di riformare l’ordine e di un nuovo rapporto con l’editoria.

In sostanza, la soluzione sembra senza sbocco. Non si riesce a capire che debba riformare cosa. La politica latita, gli editori spedroneggiano anche se non hanno quasi più soldi per pagare gli stipendi mentre sta arrivando una crisi economica che rischia di travolgere tutto, editoria inclusa. Io ricorderò sempre quando, in un colloquio con una senatrice del Pd durante la scorsa campagna elettorale ad una domanda precisa sulla riforma dell’Ordine dei Giornalisti mi fu risposto con “I giornalisti sono la vera casta”. Io non sono la casta, i miei compagni di corso non sono la casta in quando, quando entreremo nel mercato del lavoro saremo pagati intorno si 3€ ad articolo e costretti alla prostituzione professionale. Al di là dei discorsi sull’INPGI 2 che lasciano un po’ il tempo che trovano (non è questo il vero problema) qui si tratta di cambiare un sistema che non funziona e che rischia di condannare un sacco di giovani ad un precariato a vita indecoroso e insostenibile.

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