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L’ospite inatteso

dicembre 6, 2008

A me occorreva un film che durasse abbastanza per andare a letto presto, stare con la mia ragazza ed evitare un incombente acquazzone che rischiava di rovinarci la serata. La scelta era tra Racconto di Natale e L’ospite inatteso. Con lo spirito del tizio che va in libreria per comprare un metro di libri per riempire una mensola, vado a godermi il film che inizia per primo e dura di meno. Il tizio che strappa i biglietti dice che è un bel film. Io ci credo e vado con Laura a vedere questo lungometraggio.

Sinopsis(Ho fatto il Classico):

Un vecchio professore vedovodi economia presso un College del Connectticut con velleità pianistiche viene spedito a New York per esporre un libro non suo ma da lui firmato. Entrando nel suo appartamento nella Grande Mela trova che questo è occupato da una coppia di immigrati. Lui è un musicista siriano, lei, senegalese, costruisce bigiotteria africana. Tra il siriano e il professore nasce una amicizia basata sulla musica e, che ci crediate o no, il Prof. impara a suonare lo djembè. Di qui, una serie di peripezie faranno sì che il siriano venga espulso, il professore si innamori di sua madre il tutto mentre si riflette su quale sia la condizione del migrante oggi e, soprattutto, sulle gabbie che ognuno di noi si ritaglia.

C’è chi trasforma il suo corso in una ragione di vita e lavora in un ufficio che sembra una cella Cistercense e c’è che è in una cella vera in attesa di espulsione, mentre qualcun’altro è nella galera della clandestinità. Ma, al di là di tutto, c’è qualcosa che unisce gli uomini di tutte le latitudini e questo è la ricerca della felicità.

Così brutalmente sembra tutto molto retorico. In realtà ne L’ospite in atteso di retorico non c’è nulla, anzi. La realtà di piccole nobiltà come la voglia di condividere la propria musica e di grandi miserie, come la vergogna dei carceri privati, ci viene mostrata senza appello e ci obbliga a riflettere anche sulla nostra realtà domestica: tre dei quattro protagonisti sono musulmani e non sono terroristi. Da noi, vogliono la moratoria delle moschee. Siamo davvero così indietro?

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