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Il Partito Democratico c’è.

dicembre 23, 2008

Il Pd non è messo malissimo. Secondo una serie di sondaggi pubblicati su sondaggipoliticoelettorali, il sito web della Presidenza del Consiglio sul quale, per legge, vengono pubblicati tutti i sondaggi politico elettorali (ma và?) il partito di Weltroni, pur avendo perso sei punti percentuali rispetto alle elezioni, si conferma stabilmente come seconda forza politica del Paese dietro il Pdl che rimane stabile intorno ai livelli del 13 Aprile.

Tutto bene quindi? No: l’Italia dei Valori è più che raddoppiata, nelle preferenze degli italiani e questi sondaggi non fanno altro che mettere in evidenza quello che il tanto vtuperato italiano medio, oggetto di tante (troppe) critiche da parte dei militanti Pd sa. Di Pietro è sulla cresta dell’onda e vale il 9%, mentre il Pd si ferma al 26. Cresce la Rifondazione, intorno al 3%, mentre gli elettori vogliono che rimanga in piedi l’alleanza tra Pd e Idv.

La Sinistra potrebbe stare meglio, così come il governo, fermo al 50% negli indici di gradimento. La luna di miele non sarà finita ma, in generale, l’Esecutivo risulta sgradito alla metà degli Elettori che non sembrano, tra l’atro, molto colpiti dalla social card. I sondaggi sono stati pubblicati in questi giorni, rielaborandodati precedenti all’esplosione della questione morale.

Ad ogni modo, il Pd che sta perfezionando la sua struttura faticando non poco a rinnovarsi e a rinnovare esiste e bisognerà fare i conti con lui alle prossime Europee. Manca ancora qualcosa al complesso puzzle che è il Partito Democratico che sembra troppo interessato ad ascoltare se stesso, piuttosto che ad ascoltare il Paese. L’autoascolto è fondamentale. Ma io non credo che un partito debba essere una confraternita di mistici dediti alla meditazione. Serve azione, ascolto, rinnovamento (soprattutto) dei linguaggi. Un partito non è neanche una confraternita di secchioni. Avere tutti 30 sul libretto è ok, ma per questo non bisogna tirarsela troppo.

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