Skip to content

La Chiesa che vorrei

febbraio 15, 2009

Tornando dalla Messa di stamani, mi sono venute in mente due o tre cose che, da cattolico, mi convincono fino ad un certo punto.

NB, non parlo di teologia, ma di semplice amministrazione e atteggiamento della Chiesa nei confronti del mondo.

Punto 1:

sono rimasto shoccato dall’appello del sacerdote ad iscrivere i propri figli all’ora di religione nelle scuole pubbliche. A parte il fatto che non capisco fino in fondo la ratio dei Patti Lateranensi, unica fonte di diritto pattizia prevista nel nostro ordinamento. In particolare, non capisco perchè la Diocesi debba stabilire chi sia degno o meno di insegnare Religione nelle scuole pretendendo che l’insegnante venga pagato dai contribuenti. Non è questa una grave limitazione della sovranità italiana sul nostro territorio? Direi di sì. E poi, visto che a tanti cattolici, in primis il new comer Magdi Allam, sta tanto a cuore il tema dell’invasione musulmana nel  nostro territorio, non sarebbe forse più produttivo insegnare storia delle religioni a 360 gradi?

Punto 2

Quando la smetteremo noi cattolici di essere i censori dell’umanità? Non è una questione da poco. Da credente, sono stanco che i miei Vescovi spendano soldi (e tempo) a pontificare, lasciando, però, in una profonda solitudine molte delle persone che avrebbero bisogno di aiuto, di assistenza e, in generale, di conforto. Per la serie, a pontificare siamo capaci tutti, ma stare nella società, ascoltarla e capire come intervenire non si scopre stando nella Curia o nelle canoniche. Il modo in cui la Chiesa italiana si è comportata negli ultimi anni, dalla discussione sui Pacs a quella sul Testamento Biologico, non è stato un esempio di apertura e di comprensione di quello che accade nella società che vive e tenta di dare un ordine ad una vita che, col progresso della tecnica e dei mezzi di comunicazione, diventa sempre più complessa e difficile da gestire a un punto tale che anche il momento della morte è problematico da individuare. I casi di Welby e di Eluana sono esemplari.

Allora?

Allora, una soluzione ai problemi della Chiesa potrebbe essere un’apertura al laicato. I laici cattolici, quelli che non indossano il talare, sono coloro i quali forniscono la maggior parte delle risorse economiche mentre la nostra possibilità di intervenire nelle decisioni che contano è pari a zero. Non sono sicuro che sia così giusto dal momento che il laicato cattolico è composto da persone colte, da teologi e da individui dotati di individualità forti e di pensieri autonomi che, alle gerarchie, non sono sicuro piacciano.

Advertisements
4 commenti
  1. febbraio 15, 2009 6:39 pm

    Sono del tutto d’accordo con te, riga per riga…
    In questo senso, quello che pi mi lascia perplessa è l’ostinato silenzio dei cattolici laici, che invece di riflettere e agire, chinano la testa in nome di un’obbedienza (spesso, peraltro, solo di facciata) che non sta scritta da nessuna parte.Vivo questo disagio in prima persona, perchè non mi sento capita quando sollevo obiezioni simili alle tue. Per cui grazie di questo post, che mi fa sentire un po’ meno sola…

  2. febbraio 15, 2009 7:15 pm

    Figurati….sarebbe bello che tra noi cattolici laici cominciasse a nascere un vero confronto sul nostro ruolo nella Chiesa e nella società e, soprattutto, sul futuro della nostra religione che non mi sembra sia roseo.

  3. giugno 11, 2010 6:42 pm

    tanti, io sono tra quelli, ritengono che sia necessario riformare profondamente la chiesa e un credente deve comunque fare tutto quello che può per questo. chi non ha criticato la chiesa non l’ha amata, l’ha lasciata sbagliare. potrebbe essere anche troppo tardi, ma non bisogna mollare. ne scrivo a lungo nei mio piccolo sito alla pagina :

    http://www.promemoria.sm/fede_consapevole_e_coscienza_libera.html#31

  4. giugno 12, 2010 12:15 pm

    Quello che scrivi è molto giusto. Il problema è che chi critica la Chiesa sembra sia un bolscevico della peggior specie. Invece credo che noi, laicato cattolico, abbiamo molto da dare alla Chiesa.

I commenti sono chiusi.